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Unico 2011 e 730 problema cedolare secca affitti: rischio di pagare due volte acconto Irpef

Come calcolare e pagare la cedolare secca



Il debutto della cedolare secca ha provocato non pochi problemi ai contribuenti italiani, soprattutto per la questione della duplicazione di Irpef e cedolare sul medesimo reddito che si pone in particolare per i contratti in corso al 7 aprile scorso.

Le Entrate precisano che per queste locazioni l'opzione per la cedolare si esercita nel modello Unico 2012 per il 2011, ma questo non esonera dall'obbligo del pagamento dell'imposta sostitutiva già a partire da quest'anno.

L’'acconto deve essere pari all'85% dell'imposta dovuta, deve essere sempre versato con il modello F24, anche per i soggetti che si avvalgono dell'assistenza fiscale e deve essere corrisposto in due rate, il 6 luglio, per il 40%, e la restante parte entro il 30 novembre, se l'importo totale è almeno pari a 257,52 euro.

Se il contratto ha decorrenza successiva al 31 maggio 2011, l'acconto si paga sempre in un'unica soluzione, al 30 novembre, mentre in caso di locazione con effetti posteriori al 31 ottobre 2011, bisognerà versare non l’acconto ma l'intero importo di cedolare l'anno prossimo.

Il problema che sorge è quello di come determinare il reddito sul quale devono essere calcolati gli acconti dell'Irpef e della cedolare. Per evitare duplicazioni, bisognerebbe togliere dal reddito complessivo 2010 l'importo del canone annuo di locazione relativo sempre al 2010 e calcolare l'acconto Irpef, nella misura del 99% dell'imposta dovuta su tale somma risultata.

Per calcolare la cedolare, poi, bisognerà individuare l'affitto 2011 stabilito negli accordi negoziali e su di esso applicare l'aliquota della cedolare. Poiché in caso di opzione il locatore rinuncia agli aumenti per tutta la durata della stessa, l'affitto da assoggettare a imposta proporzionale deve essere al netto degli eventuali aggiornamenti di canone e sull'imposta così calcolata deve essere determinato l'acconto dell'85%.

La sanzione prevista per l'omesso o insufficiente versamento dell'acconto è pari al 30% del tributo dovuto. Il contribuente potrà sempre regolarizzare l'omissione attraverso il ravvedimento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il