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Google datacenter raffredato con acqua di mare. Importante risparmio energetico

Nuovo progetto Google a sostegno dell'ambiente: cos'è e come funziona



Il continuo impegno di Google a sostegno dell’ambiente trova ancora una volta conferma in un progetto innovativo per cui BigG sta tanto facendo parlare di sé e che è un data center raffreddato dall’acqua del mare. Per la realizzazione di questo progetto, sembra che Google abbia acquistato un mulino a Hamina, in Finlandia.

Si tratta di un progetto innovativo perché rappresenta il primo data center al mondo a utilizzare un sistema di raffreddamento esclusivamente tramite l’acqua del mare. L’impianto dovrebbe essere realizzato in autunno e funzionerà nel seguente modo: utilizzerà l’acqua del mar Baltico per sostituire i chiller nel sistema di raffreddamento.

L’acqua arriva nella struttura attraverso dei tunnel scavati nel granito, dove viene raccolta fino ad arrivare ad un tubo di ingresso collocato a circa 7,5 metri sotto l’impianto. Google utilizzerà un piccolo sottomarino per controllare continuamente che tutto funzioni alla perfezione, per evitare ostruzioni di qualunque tipo che potrebbero causare problemi all’impianto.

Google, inoltre, raffredderà l’acqua, una volta passata all’interno del data center, prima di riversarla in mare, in modo tale da prevenire possibili problemi all’ambiente.

Molto, dunque, si può ottenere particamente ad emissioni quasi zero, traguardo importantissimo, considerando che, secondo le ultime stime, complessivamente il settore dell'information technology è responsabile di circa il 2% delle emissioni globali di gas serra e di questo 2% una quota compresa tra il 14 e il 18% è dovuto all'enorme consumo di energia richiesto per far funzionare i centri elaborazione dati e tenerli al fresco, evitando che si surriscaldino.

Il progetto è costato circa 200 milioni di euro e si va ad aggiungere ai data center di minori dimensioni che già oggi in Belgio e Irlanda utilizzano rispettivamente l'acqua di un canale di scolo e l'aria esterna per tenere i computer al fresco.
 

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il