Finanziamenti Unione Europea: aziende italiane prime per frodi in Europa

Imprese italiane prime in Europe per frodi ai fondi Ue



Le aziende italiane sono quelle che commettono più frodi in Europa ‘rubando’ miliardi dai fondi: fra fabbriche fantasma al Sud, finti corsi di formazione al Nord e finte fatturazioni ovunque per ottenere soldi nel settore agricolo, gli italiani, fanalini di coda in ogni classifica, sono invece primi  nelle classifiche delle frodi all'Unione europea.

Secondo gli ultimi dati dell'Olaf, l'organismo della Commissione che si occupa delle irregolarità nell'utilizzo dei fondi, le ultime frodi accertate erano state 1.131 nel 2009, per un ammontare di 328 milioni di euro, fenomeno in crescita nel 2010.

Basti pensare che secondo la Guardia di finanza solo in Calabria e Sicilia lo scorso anno sono state denunciate frodi ai danni della Ue per 212 milioni di euro. Non cambia la situazione in questo inizio di 2011.

L'Olaf nel suo report annuale ha analizzato tutti i paesi che a vario titolo hanno ricevuto finanziamenti dall'Unione nella programmazione 2000-2006 e in quella 2007-2013; sul fronte delle truffe, i 320,1 milioni di euro accertati (sul totale di 28 miliardi di fondi erogati) sono solo la parte più evidente di un sistema illegale più ampio, e a queste si aggiungono le irregolarità, cioè mancato avvio del progetto e non corretta presentazione dei documenti, e si arriva a quota 1.491 per 422 milioni di euro, di cui sono stati recuperati appena 50 milioni di euro. Il dipartimento Politiche comunitarie italiano calcola ancora in 400 milioni di euro la cifra da chiedere indietro a società che hanno ottenuto illecitamente i finanziamenti.

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di Marianna Quatraro pubblicato il