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eG-8: Internet è da conquistare per la politica non da ascoltare

Si è conluso il primo G8 dedicato alla rete: temi e polemiche



Fortemente voluto dal presidente francese Nicolas Sarkozy, si è concluso il primo G8 di Internet, dedicato dunque alla rete, alla sua centralità nel mondo della comunicazione attuale moderna, e a tutti i temi che la interessano.

Ciò che ha spinto all'organizzazione di questo evento è stata soprattutto la necessità di regolamentare l’economia e la democrazia digitali, per correggere gli eccessi e gli abusi che vengono dalla totale assenza di regole.

Se negli Usa, con l’insediamento di Obama, l'amministrazione americana ha ribadito di ritenere Internet un grande strumento di democratizzazione, finanziando un programma da 30 milioni di dollari per realizzare strumenti anti-censura, rivelando come la rete possa essere usata in chiave geopolitica, Sarkozy non ha voluto esser da meno e ha invitato i grandi protagonisti del settore ad esprimersi su temi essenziali del futuro di Internet, dei diritti umani, di proprietà intellettuale, privacy, sicurezza, infrastrutture e mercato digitale e suo obiettivo sarebbe quello di stabilire indicazioni sulle politiche da adottare su neutralità della rete, cloud computing, copyright, social network.

Quello che, però, non ha convinto, soprattutto gli addetti ai lavori, è stata l'indifferenza con cui il popolo della rete è stato trattato nel corso dell'evento, al termine del quale non sono emerse particolari novità, nuove strategie di sviluppo e non sono stati tenuti in considerazione i veri cittadini del mondo web.

L’e-G8 non ha sfiorato neanche l'argomento di internet come strumento di libertà soprattutto in quei paesi sottoposti a censura e che grazie alla rete hanno potuto far sapere al mondo quale fosse la loro reale situazione, o che, sempre grazie alla rete, hanno dato il via alle rivoluzioni degli ultimi tempi.

Sarkozy ha sottolineato più volte l’esigenza per gli Stati e i governi mondiali di regolare in maniera più netta e autoritaria il mondo di internet, lasciato allo sbaraglio. Nessun accenno sulla libertà di informazione, sulla democraticità che assicura il web, sulla lotta alla censura e la connotazione negativa della rete è emersa più di ogni altra.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il