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Spesometro: nuove regole obbligo comunicazioni e soggetti interessati

Operazioni escluse dall'obbligo di comunicazione: quali sono



Controlli contro l’evasione fiscale sempre più capillari grazie ai nuovi redditometro e spesometro. Lo spesometro rappresenta la comunicazione all'amministrazione finanziaria di operazioni che superino un certo importo, fissato a 3.600 euro per quelle verso clienti finali e a 3.000 per quelle tra soggetti Iva, e l'accertamento sintetico basato sulla sola considerazione delle spese sostenute.

Per quanto riguarda la prima accezione, il decreto sviluppo ha previsto una semplificazione, in quanto ha escluso la comunicazione da parte degli operatori economici delle operazioni che vengono regolate con pagamenti tracciati. La semplificazione riguarda tutti gli operatori economici (soggetti passivi Iva).

La semplificazione riguarda i soggetti passivi Iva, siano essi obbligati o meno al l'emissione della fattura, le operazioni B2C (business to consumer), cioè tutte le transazioni che avvengono verso soggetti non passivi Iva, e le operazioni che vengono regolate con strumenti bancari tracciabili, ma limitatamente a carte di credito, di debito e prepagate.

Dal primo luglio, inoltre, si amplia la comunicazione dello spesometro a tutti i soggetti passivi Iva, anche a coloro che non sono obbligati all'emissione della fattura: ciò vuol dire che anche i commercianti al dettaglio che certificano i corrispettivi con scontrini e ricevute fiscali quando effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizio di importo superiore a 3.600 euro sono soggetti allo specifico obbligo.

L’obbligo della comunicazione riguarderà, dunque, solo le operazioni rilevanti ai fini Iva, operazioni che rispettino contestualmente i requisiti soggettivi, oggettivi e territoriali dell'imposta, mentre ne saranno escluse tutte le operazioni fuori campo, come tutte le prestazioni di servizio rese nei confronti di committenti non resident).

Per le operazioni miste (in parte imponibili e in parte fuori campo), l'obbligo scatterà solo quando la parte rilevante supererà il limite di 3mila o 3.600 euro, l'obbligo si estende anche alle triangolari con esportazione o alle triangolari comunitarie, limitatamente alle transazioni che avvengono tra operatori economici nazionali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il