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Calcio scommesse 2011:calciatori drogati.Arrestato Beppe Signori.Gli altri nomi e squadre coinvolte

I nomi eccellenti coinvolti nell'indagine



Sarebbero 16 le persone arrestate dalla polizia, di cui sette in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere e 9 ai domiciliari, 28 gli indagati a piede libero accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in competizioni sportive, un'organizzazione che si assicurava affari fino a diverse centinaia di migliaia di euro a partita.

Gli arresti sono scattati al termine di una lunga attività investigativa su una serie di episodi connessi al fenomeno del calcio-scommesse, che negli ultimi mesi avrebbero fortemente condizionato il risultato di alcuni incontri dei campionati nazionali di serie B e di Lega Pro.

Le indagini hanno accertato l'esistenza di una organizzazione criminale costituita da calciatori ed ex calciatori professionisti di comprovata esperienza anche a livello nazionale, titolari di agenzie di scommesse, liberi professionisti e altri individui che avrebbero manipolato alcuni eventi calcistici.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dalla polizia di Cremona, coordinata dal Servizio centrale operativo, Sco, in collaborazione con le questure di Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli Piceno, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Il primo nome eccellente che spicca è quello di Giuseppe Signori: il 42enne ex capitano della Lazio, attaccante anche di Bologna e Nazionale, ora agli arresti domiciliari.

Oltre a Beppe Signori, sarebbero coinvolti anche il difensore dell'Ascoli, Vittorio Micolucci, e il suo compagno di squadra, Vincenzo Sommese, Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio calcio, e l'ex calciatore Mauro Bressan. Smentito il coinvolgimento dell’ex giocatore Stefano Bettarini.

Nel corso dell'operazione sono state eseguite anche una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, in alcune ricevitorie e presso uno studio di commercialisti che avrebbero consentito di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. Dall’indagine è inoltre emerso che per condizionare i risultati degli incontri venivano somministrati calmanti ai calciatori, in modo che giocassero al di sotto delle loro possibilità.

L'episodio si sarebbe verificato alla fine del campionato scorso della Lega Pro e coinvolgerebbe la Cremonese. In occasione di una sfida importante, uno degli indagati avrebbe messo nelle bibite dei calciatori prima e durante l'incontro un calmante per peggiorare le loro prestazioni. Al termine della partita cinque giocatori e un massaggiatore della squadra si sarebbero sentiti male.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il