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Rendimenti 3% netti e superiori con Btp e Cct

Dove investire per ottenere rendimenti buoni senza rischi?



Scegliendo il Btp si può raggiungere il 3% senza correre rischi inutili: per gli esperti, infatti, i titoli italiani rimangono il miglior prodotto fra rischio e rendimento, meglio se in prospettiva di lungo termine. I più prudenti possono guardare a Olanda, Germania e Francia, ma rendono 1'1,5% in meno, mentre il rendimento dei Btp a 10 anni è salito di 30 centesimi in un solo giorno rispetto agli analoghi titoli tedeschi.

Ciò che ci si chiede attualmente è se conviene diversificare verso i titoli di paesi come Germania, Francia, Olanda, con un rating tripla A (per l'Italia la valutazione è A) e su quali scadenze è meglio puntare, anche in vista dell'annunciato rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce. 

Secondo l'amministratore delegato di Augustum Opus sim Antonio Maceri, “rispetto a qualche anno fa, quando il differenziale di rendimento fra il Btp a 10 anni e il bund tedesco era inferiore all'1%o, ci troviamo in una situazione in cui dovremo abituarci a un livello strutturalmente più elevato dei rendimenti italiani rispetto a quelli dei paesi di area euro con un rating tripla A”.

Per esempio, sulla scadenza dei 10 anni il Btp paga una cedola del 4,79%, contro il 3% circa del bund tedesco; a cinque anni il titolo italiano offre il 4%, contro il 2,5% dell'Oat francese.

Stesso discorso a tre e a due anni, dove il differenziale fra il Btp e le emissioni dei paesi più virtuosi oscilla fra un punto e un punto e mezzo percentuale, collocandosi, nel caso del Btp, nettamente al di sopra del 3% lordo, senza comportare alcun rischio.

Più orientato sulla scelta di una diversificazione verso i paesi con rating tripla A il responsabile obbligazionario di Anima sgr, Gianluca Ferretti, secondo cui “Un risparmiatore molto avverso al rischio potrebbe far salire addirittura al 40% la quota dei bund in un portafoglio obbligazionario.

Per un profilo meno conservativo basterebbe invece investire in titoli tripla A il 25% del totale. Il mancato rendimento di circa l’1,5% che la scelta della diversificazione verso i paesi più virtuosi comporta, può essere visto come il premio pagato a fronte della polizza che viene stipulata per garantire il massimo di sicurezza a un portafoglio a reddito fisso”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il