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Calcio scommesse 2011: nuove partite truccate anche di Serie A. Mafia coinvolta

Partite truccate: gli indagati, gli arrestati e l'ombra della criminalità organizzata



Archiviata la storia ‘Calciopoli’ e il caso Moggi, c’era chi scommetteva che il mondo del calcio sarebbe stato infettato da nuovi squallori. E non ha sbagliato. E’, infatti, di martedì la notizia che ha sconvolto il mondo dello sport, secondo cui sarebbe stato scoperto un giro di partite di calcio truccate in serie B e Lega Pro e che ha portato all’arresto di 16 persone, di cui sette in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere e 9 ai domiciliari, 28 gli indagati a piede libero.

Per tutti le accuse sono associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in competizioni sportive, un'organizzazione che si assicurava affari fino a diverse centinaia di migliaia di euro a partita. Gli arresti sono scattati al termine di una lunga attività investigativa su una serie di episodi connessi al fenomeno del calcio-scommesse, che negli ultimi mesi avrebbero fortemente condizionato il risultato di alcuni incontri dei campionati nazionali di serie B e di Lega Pro.

Il primo nome eccellente fatto è stato quello di Giuseppe Signori: il 42enne ex capitano della Lazio, attaccante anche di Bologna e Nazionale, ora agli arresti domiciliari. Insieme a lui Doni indagato per Atalanta-Pistoiese di Coppa Italia, il 2001, che chiamò anche i cugini di terzo grado a scommettere sul pareggio, poi la solita Federcalcio lo assolse, e Stefano Bettarini, che era l'organizzatore, l'uomo che dava le indicazioni all'associazione: partite da addomesticare, risultato finale, giocatori su cui fare pressioni.

Tutti scommettono su tutto: calciatori, allenatori, procuratori, presidenti del calcio. Poi ci sono i mediatori, come Antonio Bellavista, che hanno il compito di contattare i giocatori, i calciatori, come Marco Paoloni, portiere della Cremonese, che invece accomodano le partite, gli scommettitori, e chi investe milioni di euro per riciclare denaro sporco: la “criminalità organizzata ai più alti livelli”, come ha ipotizzato il gip Guido Salvini.

'La presenza tra gli investitori e scommettitori di alcuni gruppi dai contorni incerti quale quello degli Zingari o quello albanese, creano un terreno fertile per l'insinuazione di elementi di una criminalità organizzata ai più alti livelli. Infatti sono investiti da questi gruppi per ogni partita truccata capitali dell'ordine delle centinaia di migliaia di euro, non è noto di quale provenienza, tale da non potersi escludere fatti di riciclaggio', ha scritto il gip nella sua ordinanza.

Il collegamento dell'associazione con la criminalità organizzata arriva anche dalla procura di Bari che, in inchieste di Dda, aveva individuato un gruppo di scommettitori legati ai clan che investivano nel calcioscommesse il denaro frutto dello spaccio di droga.

Alcuni di loro, come risulta da un'informativa dei carabinieri, erano in contatto con l'ex capitano del Bari, Antonio Bellavista: tempo fa lo avevano aiutato anche per ritrovare una macchina rubata. Il ‘più alto livello’ è ovviamente rappresentato dalle partite di serie A, che sarebbero state gestite da persone ben più ‘famose’ rispetto ai già arrestati.

Il primo nome eccellente già uscito è quello di Daniele De Rossi, centrocampista della Nazionale e della Roma: ad accusarlo Marco Paoloni in un'intercettazione in cui parla dell'incontro Genoa-Roma, perso dai giallorossi 4-3 dopo esser stati in vantaggio per 3-0. Partita nella quale, però, De Rossi non giocò perchè squalificato.

La telefonata è negli atti d'indagine non ancora depositati e al momento non è stata ritenuta rilevante dagli inquirenti che, anzi, ritengono si tratti anche in questo caso di un millantato credito da parte di Paoloni che voleva far credere ai suoi interlocutori, come in occasione di Inter-Lecce, di poter influire su giocatori e società importanti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il