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Referendum nucleare 2011: guida scientifica per votare sì o no

Si unanime dalla Consulta: domenica e lunedì si vota per il referendum. Cosa scegliere



Sì unanime dalla Consulta al referendum sul nucleare, che chiamerà a votare gli italiani domenica 12 e lunedì 13 giugno. Quattro in tutto i quesiti del referendum: oltre a quello sul nucleare, ne contiene due sulla privatizzazione dell'acqua e uno sul legittimo impedimento.

Ieri, la Corte Costituzionale, con una decisione presa all'unanimità ha dichiarato l'ammissibilità del referendum sull'atomo. Secondo la Consulta, il quesito referendario sul nucleare riformulato dalla Cassazione dopo l'entrata in vigore delle norme della legge omnibus ha tutti i requisiti necessari di ‘chiarezza, omogeneità e univocità’.

A nulla, dunque, è servito l’ultimo tentativo di bloccare il referendum del governo che aveva chiesto alla Corte di dichiarare inammissibile il nuovo quesito. Per esprimere la propria volontà sul nucleare, gli aventi diritto al voto dovranno compilare la scheda di coloro grigio. Votando Sì, si vota per ‘L’abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare’. 

Votando No si mantiene in vigore la legislazione attuale. La battaglia sul nucleare in Italia si giocava già da diversi mesi, ma poi il disastro di Fukushima, dopo il terribile tsunami che ha colpito il Giappone lo scorso mese di marzo, ha riportato la questione più attuale che mai. In Europa, già la Germania e la Svizzera hanno deciso di abbandonare l’atomo entro il 2020, mentre la Francia rilancia il suo impegno in direzione contraria.

Ora tocca all’Italia decidere sul suo futuro. E se c’è chi ritiene che il nucleare sia ‘l’unica fonte di energia pulita immediatamente sfruttabile’, c’è anche chi ritiene inammissibile la decisione di cortuire nuove centrali nel Belpaese, perché rappresenterebbero un rischio per i cittadini.

Senza considerare costi, che si dovrebbero aggirare intorno ai 6 miliardi di euro (solo iniziali), e tempi (circa 20 anni) per individuare e portare a compimento la costruzione delle centrali. Largo, invece, alle rinnovabili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il