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Riforma fiscale 2011 in estate: tagli spese, cambio aliquote e maggiori tasse su rendite finanziarie

Le misure, probabili, della nuova Manovra fiscale 2011



Silvio Berlusconi lo aveva detto solo pochi giorni fa, “Faremo la riforma del fisco. Non è Tremonti che decide. Lui propone e se proprio non volesse aprire i cordoni della borsa li faremo aprire”, e ieri lo ha confermato: “Il governo varerà la legge delega sul fisco prima dell'estate”.

Il Premier, dal quale si è tenuto lontano il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in conferenza stampa ieri ha spiegato: “Quest'anno faremo un'opera di manutenzione di qualche miliardo, tre miliardi. Faremo nei prossimi anni quello che abbiamo già fatto negli anni precedenti. Non si tratta di nulla di preoccupante, si tratta di aderire alle indicazioni che la commissione Ue ha proposto al Consiglio dei capi di Stato e di governo.

 Il nostro deficit bilancio è del 4,6%, meglio di noi solo la Germania, tutti gli altri Stati hanno deficit più elevati. La Francia ha 10 e mezzo per cento, la Polonia è al 7 e nove per cento per non parlare di Portogallo, Grecia e Irlanda, ma io credo che tutti si impegneranno per arrivare close to balance nel 2014”. Smentisce le cifre che volevano la Manovra da 33 miliardi di euro e dice: “andremo avanti con uno 0,7-0,8 di Pil, non c'è da preoccuparsi”.

La riforma fiscale prevede per l'anno in corso un intervento di manutenzione pari a 2,5 miliardi, per coprire alcune spese definite esigenziali, tra cui il rifinanziamento delle missioni militari, e nel 2012 l'asticella si fermerà a quota 4-5 miliardi. Il grosso dell'intervento, secondo il ministro Tremonti, è previsto nel biennio 2012-2014 e prevede una manovra cumulata di 40 miliardi, ripartita in 20 miliardi nel 2013 (per ridurre il deficit all'1,5% del Pil) e ulteriori 20 miliardi nel 2014 per centrare l'obiettivo del close to balance.

Si agirà sulla spesa pubblica, su possibili, nuovi interventi sul pubblico impiego, per quel che riguarda la previdenza, improbabile al momento l'ipotesi di estendere anche alle donne del settore privato l'allineamento graduale a 65 anni dell'età pensionabile (vale 6 miliardi).

Tra le altre ipotesi al vaglio il taglio di tre punti dell'aliquota Irpef del 23%, finanziata con l'aumento di un punto dell'aliquota ordinaria dell'Iva (ora al 20%) e di quella agevolata (ora al 10%) e l'allineamento al 20% del prelievo sulle rendite finanziarie, l'eventuale trasferimento al nord degli uffici di rappresentanza di alcuni ministeri, nuove imposte per riportare i conti in linea con le previsioni. E ancora, si pensa a sgravi fiscali a beneficio dei redditi medio-bassi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il