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Congedi lavoro pubblico e privato: nuove regole 2011 da oggi in vigore

Al via le nuove norme per congedo da lavoro dopo aborto o morte prematura, per bambini portatori di handicap, adozioni e affidamenti



E’ stato approvato il decreto legislativo sui permessi e i congedi, presentato dai ministri Renato Brunetta e Maurizio Sacconi, teso a evitare ulteriori sprechi e abusi dei congedi sul lavoro, garantendo comunque una certa elasticità qualora il lavoratore dimostri di avere bisogno effettivo di assentarsi.

Molti dipendenti, infatti, hanno abusato di un sistema che invece ora dovrebbe garantire una certa libertà ai lavoratori e sicurezza ad aziende e datori di lavoro. Novità per il diritto al rientro al lavoro anticipato, salvo preavviso di 10 giorni, per le lavoratrici che lo richiedono dopo un aborto o la morte prematura del bambino (articolo 2) e si chiude con il riconoscimento che la normativa speciale sui riposi, in caso di adozione e affidamento, sarà valida per tutto il primo anno di ingresso del minore in famiglia e non più nel primo anno di via del bambino (articolo 8).

Permessi che per i dipendenti pubblici assegnati temporaneamente ad altra sede, si applicheranno entro i primi tre anni dall’ingresso del minore nella famiglia, indipendentemente dalla sua età.

 In caso di bambini portatori di handicap, uno dei due genitori avrà diritto al prolungamento del congedo parentale, ma solo nel momento in cui il minore in questione non abbia ancora compiuto otto anni e si potrà in questo caso usufruire alternativamente del congedo che prevede 6 mesi per la madre, 7 per il padre o 11 insieme in maniera continuativa o frazionata in 3 anni totali.

Per i casi di adozione e affidamento, sarà valida la normativa speciale sui riposi per tutto il primo anno successivo all’ingresso del minore in famiglia e non più per il primo anno di vita del bambino stesso.

Se si tratta di dipendenti pubblici assegnati momentaneamente a un’altra sede, la norma verrà applicata per i primi 3 anni dall’ingresso del minore in famiglia, a prescindere da quale sia la sua età.

Novità anche per permessi richiesti per l’assistenza di un portatore di handicap, permesso che vale anche se l’assistito è un parente, piuttosto che un figlio, ma in questo caso sarebbe valido solo se i genitori del disabile o il suo coniuge avessero un’età superiore ai 65 anni o siano deceduti o affetti da patologie invalidanti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il