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Riforma Fisco Tremonti 2011: taglio tasse Irpef e novità pensioni, dipendenti pubblici, sanità

Le novità del Fisco presentate dal ministro Tremonti



E’ stata annunciata ieri dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, la prossima riforma del Fisco, che prevede innanzitutto una riduzione delle aliquote Irpef (le imposte sui redditi delle persone fisiche) dalle cinque attuali (al 23, 27, 38, 41, 43% della base imponibile) a tre del 20-30-40%.

Il finanziamento dell'operazione passerebbe da un aumento dell'Iva e da un allargamento della base imponibile tramite una riduzione delle 471 voci di esenzione oggi possibili per le persone fisiche. Un abbassamento delle tasse, secondo Tremonti, rilancerà l'economia ed abbasserà anche l'evasione fiscale. Tremonti ha anche ipotizzato un sistema con tre aliquote Irpef.

Previsti anche interventi in favore della lotta al sommerso, aspetto importantissimo, basti pensare che l'economia irregolare vale circa 255-275 miliardi di euro contro i 30-40 miliardi della manovra richiesta dall'Europa all'Italia entro il 2014.

Per finanziare la riforma servirebbero circa 20 miliardi di euro, che potrebbe significare tagliare il 20% delle agevolazioni fiscali esistenti (160 miliardi l'anno): esenzioni, detrazioni, deduzioni e sconti fiscali. Inoltre, meno agevolazioni e benefici a chi non ne ha bisogno, più equilibrio della finanza pubblica, meno aerei blu e più aerei Alitalia.

I tagli dovrebbero riguardare anche le pensioni, il pubblico impiego, per cui si pensa ad un nuovo blocco della contrattazione nel 2013, la sanità che prevede l'introduzione dei costi standard al posto di quelli storici, e gli enti pubblici, soprattutto l'Ice, l'Istituto per il commercio estero.

Novità saranno previste anche per quanto riguarda la ricongiunzione, il passaggio dei contributi da un ente a un altro, e la cosiddetta totalizzazione, che prevede la possibilità di cumulare i contributi versati a più enti per ottenere una sola pensione; per alzare l'aliquota contributiva dei lavoratori atipici con contratto di collaborazione (co. co. pro) attualmente intorno al 26% contro il 33% circa a carico dei dipendenti con contratto standard, per aumentare il montante contributivo sul quale verrà calcolata la pensione futura.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il