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Ibm compie 100 anni. Strategie e obiettivi

Ibm compie 100 anni: la storia del successo del colosso



Buon compleanno Ibm: con i suoi 197 miliardi di dollari di capitalizzazione, quinta azienda americana per il suo valore azionario, colosso nel settore hi-tech dell'informatica, di casa a New York, lontana da quella Silicon Valley residenza delle ‘grandi’, Ibm arriva a festeggiare il suo centenario forte dei successi conquistati e pronta a nuove sfide per il futuro.

Ciò che ha condotto la a società a collocarsi sul podio del mondo della tecnologia è stata la sua capacità di trasformarsi e reinventarsi, puntando sempre alla realizzazione di nuovi progetti. Nata nel 1911 con il nome di Computer Tabulating and Recording Company, inizialmente Ibm produceva orologi-sveglia, orologerie per usi industriali, bilance, e le prime schede per calcolatrici meccaniche.

Proprio grazie ad esse Ibm nel 1923 viene associata a un'impresa colossale e nel 1924 viene ribattezza International Business Machines. La scalata al vero successo parte nel 1956, anno del primo hard-disk, nel 1971 lancia il floppy disk e altri dieci anni dopo, nel 198, arriva l'Ibm Personal Computer, che segnerà la rivoluzione dell'era digitale.

Oggi a guidare i profitti della società è il software, nel quale la concorrenza di giganti come Oracle e Google è forte. Ibm attualmente ha quasi la stessa capitalizzazione di mercato di Microsoft (rispettivamente 196 e 202 miliardi di dollari) ed è, dopo Apple (306 miliardi di dollari), una delle tre aziende tecnologiche più importanti al mondo.

In occasione del centesimo compleanno di Ibm, Samuel Palmisano si prepara a scegliere il successore che diventerà il nono amministratore delegato nella storia dell'azienda. Secondo l’autorevole Wall Street Journal, sarebbe Virginia Rometty, attuale responsabile vendite, da 30 anni dipendente Ibm, la candidata più accreditata e se la scelta fosse confermata, Ibm diventerebbe la più grande società americana sotto la guida di una donna.

Altri due sarebbero comunque i nomi in lizza per la successione, sempre secondo il Wall Street Journal: Rodney Adkins, vice direttore delle attività di hardware, e Michael Daniels, dal 2005 a capo della divisione tecnologica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il