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Cambiare operatore luce e gas: problemi rimangono

Cambiare fornitore di luce, gas o telefonia fissa può causare problemi: la situazione



Cambiare fornitore di luce, gas o telefonia fissa è un’operazione spesso scelta moltissimo negli ultimi tempi dagli italiani che vogliono risparmiare perché movendosi nel mercato liberalizzato delle offerte possono scegliere le formule e le bollette di pagamento che più si addicono alle loro esigenze, arrivando anche a risparmi notevoli.

Ma non è tutto oro quel che luccica perché spesso si inciampa anche in problemini che il cambio di fornitore comporta, come quando il cambio avviene in modo inconsapevole, con il furto di numero di utenza o falsificazione della firma.

Può, infatti, succedere che il precedente gestore di energia non comunichi l'ultima lettura al nuovo fornitore, o fornisca una lettura presunta (più alta rispetto di quella reale) o un conguaglio sbagliato e possono passare mesi prima di ricevere la prima fattura del nuovo fornitore.

Questo ha comportato molti reclami: nel 2010 sono arrivati 70mila reclami alle associazioni di consumatori di cittadini che si sono trovati con contratti di fornitura mai richiesti, con in calce una firma falsa; contratti attivati nonostante l'esercizio del diritto di recesso entro dieci giorni. Un esempio su tutti è stata Enel, che ha emesso 450mila bollette errate, soprattutto in Triveneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

L’Autorità per l’energia elettrica ed il gas ritiene sia necessario mettere a punto un nuovo sistema informativo integrato tra gli operatori che sul mercato libero propongono i contratti di luce e gas agli utenti finali.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il