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Riforma Fisco 2011: aumento iva,patrimoniale,tasse su rendite finanziare da Assonime e Confindustria

Le proposte di Assonime e Confindustria per la riforma del fisco 2011



Dopo le proposte del ministro dell’Economia Giulio Tremonti e le parole del premier Silvio Berlusconi, anche le associazioni Assonime e Confindustria intervengono con proposte possibili per la Riforma del Fisco 2011.

Le ipotesi della prima riguardano la diminuzione del prelievo fiscale sul lavoro e sulle imprese attraverso un aumento dell'Iva e l'introduzione di un'imposta annuale minima sulla ricchezza delle persone fisiche. In base all'ipotesi di riforma presentata, grazie all'aumento delle aliquote Iva si realizzerebbero maggiori entrate per circa 40 miliardi di euro a cui si andranno ad aggiungere altri 10 miliardi di euro ottenuti attraverso una imposizione annuale sulle attività patrimoniali delle persone fisiche e una tassazione uniforme dei redditi finanziari (rispettivamente 9 e 1 miliardo di euro).

Secondo il presidente Abete, i 50 miliardi di maggiori entrate andrebbero a finanziare misure che prevedono tra l'altro una riduzione dell'aliquota Ires per 12 miliardi di euro e la cedolare secca sugli affitti al 20% per 2 miliardi di euro.

Circa 8 miliardi verrebbero poi destinati al sostegno dei meno abbienti con erogazioni dirette mentre 13 miliardi sarebbero destinati alla riduzione dal 23 al 20% dell'aliquota dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e i restanti 15 miliardi sarebbero destinati alla necessaria riforma dei meccanismi di sostegno alla disoccupazione da affiancare al sistema attuale centrato sulla cassa integrazione.

La riduzione delle tasse proposta da Assonime passa anche attraverso l'imposta sulla ricchezza delle persone fisiche, che rappresenta una componente essenziale di trasparenza ed equità. Meno tasse su imprese e lavoro, più sulle rendite finanziarie è la proposta invece di Confindustria.

Secondo la presidente, Emma Marcegaglia, "Bisogna approvare il prima possibil la manovra da 40 miliardi e contemporaneamente andare avanti su una serie di provvedimenti per aiutare la crescita, tra cui la manovra fiscale che pensiamo debba essere a parità di pressione fiscale complessiva.

Bisogna abbassare le tasse su imprese e lavoro dipendente, magari alzando la tassazione sulle rendite finanziarie (lo stesso è stato chiesto anche da Cisl e Uil), lavorando sull'assistenza (i regimi fiscali agevolati) e su qualche lieve aumento dell'aliquota Iva. Le due cose, ha concluso, devono andare di pari passo”. Se anche Assonime e Confindustria si aprono a tali proposte, un tempo definite di estrema sinistra, significa che è urgente intervenire con novità a sostegno di un rilancio sano dell’economia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il