Clemente Mimun e il successo del TG1

'Sta sul mercato ma non è schiavo del mercato'



Clemente Mimun è all'undicesimo anno di direzione del telegiornale. Già direttore del TG2, dal 2002 è passato alla direzione del TG1.

Direttor Mimun, tra le ragioni del successo del suo TG, c’è una intelligente commistione tra istituzionalità e popolarità. Può spiegarcela in due parole?

Il successo del TG1 è dovuto al fatto che è un marchio fortissimo da cinquantun’anni, che è stato guidato da grandi professionisti e ne hanno fatto parte o ne fanno parte giornalisti eccellenti. La linea editoriale prevede di raccontare ciò che accede nella istituzioni nel modo più semplice possibile e anche di essere presenti su tutto il resto delle notizie. Se il mixer è bene calibrato, se si riesce a rendere chiaro ciò che spesso è difficile – pensiamo a tante vicende legislative o a temi piuttosto complessi, ad es. influenza aviaria, etc. – allora il risultato è raggiunto.

Il TG1 è servizio pubblico e al contempo si adegua alle logiche di mercato. Come si spiega questo processo?

Il TG1 non si adegua alle logiche di mercato. Il mercato c’è, e il TG1 è servizio pubblico che sta sul mercato. Noi abbiamo il dovere di informare correttamente, puntualmente – cose che avete sentito tante volte. L’obiettivo più ambito è quello di riuscire a informare senza annoiare. Lo ha detto tanti anni fa Biagi; penso che sia ancora un principio corretto.

In questo convegno, “2 ore con”, si è detto che la TV non è matematica. Ma forse ciò si scontra con il meccanismo dell’audience…

Qualsiasi cosa si realizzi in tv va valutata anche sul piano degli ascolti che si registrano. Se qualcosa non viene visto o viene visto pochissimo dev’esserci qualche errore da parte di chi lo realizza. In ogni caso il TG1 non ha mai ceduto alla logica dell’auditel.

Mimun dice che lascerà il TG1 dopo dodici anni di direzione. Cosa prevede per dopo?

Non ho detto che lascio, perché il mio non è un abbandono. Ho detto solo che dopo dodici anni di lavoro in direzione, mi muoverò verso altri orizzonti.

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