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Manovra finanziaria: tassa su suv e auto potenti e trading bancario

Le ultime novità della manovra finanziaria 2011



In arrivo le ultime novità della manovra finanziaria 2011: si parte dalla nuova imposta di bollo, nella misura dello 0,15%, sulle transazioni finanziarie. La manovra con le Disposizioni in materia di entrate stabilisce che le operazioni concluse per il tramite di banche o imprese d'investimento sono soggette all'imposta di bollo. Sono esclusi i titoli di Stato.

L'imposta è determinata applicando l'aliquota dell'1,5 per mille sul valore delle transazioni. La novità ha subito scatenato la rivolta del popolo del trading on line: la tassa rende molto oneroso il trading, che si basa su margini anche piccoli e costi minimi. Il nuovo fissato bollato dello 0,15% è, infatti, un multiplo dei costi di transazione che anche per i piccoli investitori si aggirano sullo 0,02%.

L'imposta di bollo sulle transazioni era stata abolita il primo gennaio 1998. Arriva poi la sovrattassa per le auto di grossa cilindrata e i suv: sarà introdotta un’addizionale annuale erariale della tassa automobilistica per i veicoli di potenza superiore a 125 chilowatt (controlla modelli e potenza su Motori24)» non ancora quantificata. In caso di mancato pagamento si applica una sanzione pari al 30% dell'importo non versato.

Previsti, inoltre, tagli a Regioni ed enti locali per 3,2 miliardi nel 2013 e 6,5 miliardi dal 2014. Non compare nella manovra, invece, l'aumento di un punto percentuale dell'Iva sulle aliquote del 10 e del 20%. La norma richiederà un'attuazione successiva.

Confermato lo schema dell'Irpef a tre aliquote(20, 30 e 40%), così come l'intenzione di pervenire a regime a una struttura basata su cinque imposte (Irpef, Ires, Iva, imposta sui consumi e Irap fino alla sua abolizione nel 2014). Slitta intanto al primo ottobre l'entrata in vigore dell'accertamento esecutivo. L'avvio era previsto per il primo luglio mentre all’orizzonte si profilano nuove ipotesi per l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne nel privato.

Si fa strada, infatti, l'idea di fare scattare il graduale innalzamento dal 2020 per arrivare ai 65 anni a regime nel giro di dieci anni. L'ultima bozza di manovra prevede però ancora che l'innalzamento dell'età parta già dal 2012, mentre una terza ipotesi prevede un percorso decennale a partire dal 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il