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Scuola e manovra finanziaria: nuovi precari, tagli, mancate assunzioni

Le novità della manovra 2011 per la scuola: cosa prevedono



Nuovi tagli, niente assunzioni, immissioni a ruolo e concorso a preside, rivoluzione nelle direzioni didattiche e nelle scuole medie di tutta la penisola, blocco dello stipendio per tre anni e novità per gli alunni disabili: questo quanto prevede per il mondo della scuola la nuova manovra economica da 44 miliardi.

Ma il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dichiara che “Al momento nessun taglio agli organici della scuola, ai fondi per l'università e sui finanziamenti alla ricerca è previsto nella manovra economica attualmente in discussione che sarà presentata in Consiglio dei ministri”, nonostante vi sia presenza di un intero articolo dal titolo Razionalizzazione della spesa relativa all'organizzazione scolastica.

La rivoluzione interesserebbe 3.422 istituti: dallo smembramento e successivo riaccorpamento l'esecutivo intende ridurre le istituzioni scolastiche, attualmente 10.452, per risparmiare posti di dirigente scolastico, di segretario e di personale amministrativo.

La manovra prevede inoltre che le istituzioni con meno di 500 alunni, o 300 se in piccole isole o in comuni montani, non avranno più un preside a tempo pieno ma un reggente: un capo d'istituto che guida due scuole.

Le piccole scuole sono quasi 2.600. Previsti anche due interventi su limitazione delle facoltà assunzionali per le amministrazioni dello Stato e proroga delle disposizioni che limitano la crescita dei trattamenti economici, che per la scuola potrebbero significare la cancellazione dei 65 mila assunzioni previsto nel decreto Sviluppo e un ulteriore prolungamento, fino al 2014, del blocco degli scatti stipendiali per insegnanti, amministrativi, tecnici e ausiliari.

Sugli alunni disabili, la manovra prevede poi che la scuola provveda ad assicurare la necessaria azione didattica e di integrazione per i singoli alunni disabili, usufruendo tanto dei docenti di sostegno che dei docenti di classe. I presidi quindi potrebbero assegnare ai portatori di handicap anche docenti non specializzati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il