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Assicurazioni vita e fondi pensioni 2011: ancora per pochi italiani

Ancora pochi gli italiani che stipulano assicurazioni vita e fondi pensioni: la situazione



Sono ancora pochi gli italiani che decidono di stipulare assicurazioni vita e fondi pensioni, solo il 5% ha una copertura sulla salute e il 22 % una pensione integrativa, mentre crescono di poco i rami Danni, per il rialzo delle tariffe Rc auto, finite ancora una volta nel mirino di Isvap e Antitrust.

Il mercato assicurativo non riesce a decollare, secondo l'Isvap, nei primi tre mesi del 2011 la raccolta si è attestata a 30,5 miliardi di euro, il 17% in meno rispetto al corrispondente periodo del 2010. I premi vita sono stati pari a 21,8 miliardi di euro, -23% rispetto al primo trimestre dell'anno scorso, che d'altra parte aveva segnato il massimo storico.

Nei rami danni la raccolta è stata di 8,7 miliardi di euro, il 3% in più; l'incremento è dovuto essenzialmente al rialzo della Rc auto, che rappresenta la metà del comparto. Per i prossimi mesi l'Ania prevede un recupero della raccolta vita, che per fine anno dovrebbe aumentare fra il 7% e l'8%, mentre il fatturato complessivo dovrebbe crescere intorno al 5%, grazie alla solita Rc auto.

Le assicurazioni sanitarie e quelle per la casa, invece, registrano ormai da tempo una situazione di stallo che, al momento, non sembra dover prendere altre strade. Andrea Poggi, executive partner di Accenture, spiega che l'80% degli italiani è proprietario della casa, ma l'assicura soltanto il 20% contro una media europea del 75%, ha aderito alla previdenza complementare il 22% dei lavoratori rispetto al 90% degli altri paesi; solo il 5% delle famiglie ha una polizza sanitaria, mentre all’estero si sale al 90%. Le conseguenze: il settore assicurativo non cresce e una quota elevata di costi rimane a carico delle famiglie.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il