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Manovra finanziaria e pensioni da 1400 euro: rivalutazione parziale. Tagli da 8 a 150 euro

Tagli alle pensioni in arrivo?



La nuova manovra finanziaria colpisce le pensioni, anche quelle di importo più modesto da 1.400 euro al mese e toccherà oltre 13 milioni di cittadini. La manovra prevede il blocco parziale o totale della rivalutazione degli assegni in base all’inflazione e secondo le stime saranno decurtate ai pensionati in busta paga cifre che vanno dagli 8 ai 150 euro a seconda di quanto si percepisce di pensione.

Entrando più nel dettaglio, al di sotto dei 1.428 euro lordi mensili non ci sarà alcuna sforbiciata, chi guadagna 1.500 euro dovrà rinunciare a 8 euro l’anno, che salgono a 60 euro nel caso di una pensione mensile di 2.000 euro, a circa 100 se l’assegno è di 2.500 euro, oltre 150 euro su una pensione di 3.500 euro.

A questo provvedimento, che garantirà un risparmio per lo Stato pari a 2,2 miliardi di euro fino al 2014, si aggiunge quello che farà aumentare progressivamente l’età pensionabile.

Ricordiamo che per le donne del settore pubblico dal 2012 l’età minima per andare in pensione salirà da 60 a 65 anni, mentre nel settore privato la riforma partirà dal 2020 con un innalzamento graduale dell’età pensionabile fino al 2032, momento in cui si andrà a regime.

Dal 2014, poi, per il calcolo dell’età in cui si potrà andare in pensione, sia per le donne che per gli uomini, bisognerà tener conto dell’agganciamento alle speranze di vita. Prevista, inoltre, anche la revisione dei criteri per le invalidità, degli indicatori della situazione economica di ciascun cittadino e dei requisiti reddituali e patrimoniali che servono per l'erogazione delle prestazioni assistenziali e previdenziali. Saranno rivisti anche i principi attuali per l'assegnazione delle pensioni di reversibilità tramandate ai coniugi e che costano ogni anno ben 34 miliardi di euro.

Il riordino dell'assistenza partirà con la razionalizzazione delle prestazioni, eliminando tutte le sovrapposizioni tra i diversi strumenti previdenziali e assistenziali e quelli fiscali che, impropriamente, contribuiscono a sostenere i cittadini meno abbienti. Il secondo passaggio sarà la riorganizzazione delle competenze tra l'Inps, le Regioni e i Comuni: l'Inps sarà agente pagatore e controllore, mentre la prestazione dei servizi sarà lasciata agli enti locali, le Regioni avranno un fondo per finanziare l'indennità di accompagnamento agli invalidi da ripartire tra di loro secondo standard ben precisi, mentre ai Comuni, singoli o in forma associata, sarà trasferito il sistema della carta acquisti per identificare i beneficiari  integrare le risorse, con fondi propri o convogliando sulla carta acquisti le erogazioni liberali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il