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Manovra finanziaria e stipendi dipendenti pubblici: cosa cambia e quanto perdono?

Tagli previsti agli stipendi dei dipendenti pubblici: a quanto ammontano



Congelati gli aumenti degli stipendi pubblici, bloccati gli aumenti: la nuova manovra finanziaria colpisce duramente chi aveva tanto aspettato di vedere crescere la propria busta paga.

La manovra blinda i risparmi previsti dal Dl 78/2010 e ne aggiunge di nuovi, da 1,1 miliardi nel periodo 2013-2015 e da 340 all'anno a decorrere dal 2016. I tagli colpiranno essenzialmente gli stipendi pubblici in modo progressivo nei prossimi anni fino ad attestarsi dal 2016 in poi circa 1,5 miliardi sotto i tendenziali previsti lo scorso anno.

Il piatto servito dalla nuova manovra va dai 2.116 euro del personale Ata della scuola, che comprende bidelli e tecnici, agli oltre 43mila euro per i dirigenti di prima fascia degli enti pubblici non economici, il conto totale lordo che sarebbe pagato da ogni categoria per gli anni 2011-2015. Il taglio previsto dipenderà dal livello dello stipendio base, cioè la retribuzione media registrata prima dei tagli.

Anche nel secondo periodo considerato, cioè il 2013-2014, il sacrificio per gli stipendi più alti è maggiore, anche perché fino al 2013 rimangono in vigore i tagli alle quote retributive che superano i 90mila euro l'anno.

I tagli agli stipendi dei dipendenti pubblici sfioreranno i 43mila euro lordi in cinque anni per gli alti vertici delle amministrazioni centrali, oltre 2mila per un bidello che ne guadagna 23mila all'anno. Tra le scelte aperte dal nuovo intervento, la più probabile è un ulteriore blocco di incrementi e contrattazioni, che potrebbero rimanere congelati fino al 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il