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Benzina prezzi a Luglio 2011 record: mai così alti. Manca la concorrenza

Con l'estate arrivata, aumenta la benzina: rialzi record



Nuovi rincari record per i prezzi della benzina: non si ferma l’ondata di rialzi dei costi dei carburanti che colpisce gli automobilisti proprio alle porte dell’estate, quando tutti sono pronti a mettersi in macchina per raggiungere le loro mete estive di vacanza anche per semplici week end.

Il record storico, per la benzina verde, è di Esso, che vede il prezzo volare a 1,613 euro a litro, mentre anche la Q8 vede il prezzo salire a 1,6 euro. Quest'ultima ha aumentato di 0,5 centesimi i prezzi raccomandati di benzina e diesel, mentre TotalErg ha aumentato +1,1 centesimi sulla verde e +0,6 centesimi sul gasolio.

A livello Paese, la media per la benzina (in modalità servito) va dall'1,581 euro/litro degli impianti Eni all'1,591 euro/litro dei punti vendita Q8 (no-logo a 1,499). Per il diesel si passa dall'1,459 euro/litro dei punti vendita Eni all'1,476 euro/litro degli impianti Shell (no-logo a 1,374 euro/litro), mentre il Gpl si posiziona tra lo 0,738 euro/litro dei punti vendita Eni allo 0,757 degli impianti IP (a 0,728 euro/litro le no-logo).

“L'introduzione delle nuove accise di 6 centesimi è un colpo gravissimo alle tasche degli italiani, ha detto Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc, che da oggi a fine anno subiranno un aggravio complessivo di circa 54 euro solo per i costi dei pieni”. E questo nuovo record storico, secondo i dati dell'Adoc, proietta l'Italia tra i Paesi più cari d'Europa, preceduta di poco solo da Grecia, Danimarca e Olanda.

Nel frattempo da Federconsumatori e Adusbef giunge un messaggio al governo in cui le associazioni mostrano la netta contrarietà ad ogni tipo di intervento da parte del Governo nel campo dei carburanti. Ma la colpa dei rialzi dei carburanti non è solo del governo.

Anche compagnie petrolifere e distributori hanno le loro responsabilità. In Italia la componente industriale del costo alla pompa della benzina, cioè il prezzo senza le tasse, è da molto tempo superiore alla media europea.

La causa, si dice, è che in Italia ci sono troppi distributori,a se così fosse davvero ci dovrebbe essere più concorrenza e quindi il prezzo dei carburanti al netto delle tasse dovrebbe essere più basso che nel resto d'Europa. Invece, sistematicamente il prezzo è tra i più alti d’Europa, segno che o la concorrenza non funziona o non c'è.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il