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Energie rinnovabili in Italia e nel mondo: il futuro

Come cresceranno le energie rinnovabili



Detto no al nucleare, tornano più importanti che mai le energie rinnovabili, la loro crescita e il loro futuro per uno sviluppo più sostenibile, in Italia, come nel resto del mondo, o meglio di quei Paesi che, soprattutto dopo il disastro alla centrale nucleare di Fukushima, hanno fatto un passo indietro, eliminando dai loro piani politici i programmi sul nucleare. 

Nel 2030, le fonti rinnovabili domineranno la scena fornendo gran parte dell'energia elettrica, per lo meno questo è quanto prevede Greenpeace nel suo ultimo Rapporto sulle energie rinnovabili. “In Spagna oggi le fonti rinnovabili forniscono già il 40% dell'elettricità, in Danimarca superano il 28%, l'Italia è oltre il 23%, 2 in Germania il Parlamento ha deciso di compensare la chiusura delle centrali nucleari con un aumento dell'energia fornita dal sole e dal vento.

Nel complesso dell'Europa è ipotizzabile che le rinnovabili arrivino fino al 68% nell'arco di vent'anni. Ma per andare oltre bisogna fare delle scelte”, ha detto Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace.

Due gli scenari previsti dal Rapporto: in quello low grid si continua a puntare soprattutto sui nuovi impianti, mentre gli investimenti sul miglioramento della rete sono pari a 74 miliardi di euro nel periodo 2030-2050, in linea con la programmazione attuale dei vari Paesi; in quello hi grid invece il numero dei nuovi impianti di rinnovabili diminuisce e gli investimenti sulla rete intelligente, e allargata fino al Nord Africa, aumentano arrivando a un massimo di 581 miliardi di euro.

Questo vuol dire che si potrà trasportare in Europa l'energia accumulata nei deserti e che la rete migliorerà sensibilmente sia per estensione sia per qualità. Per quanto riguarda la situazione italiana, sembra che le cose nel comparto rinnovabili stiano prendendo giuste strade. Niente tagli agli incentivi nella nuova manovra finanziaria, ma sostegni al loro sviluppo.

L’Italia non riesce ancora a liberarsi della forte dipendenza dai mercati esteri ma nel Belpaese, rivela l’Istat, la quota del consumo interno lordo di energia elettrica coperta dalle eco-energie (pari al 20,5%), ha registrato un incremento di 3,9 punti percentuali rispetto al 2008.

Secondo le stime della Commissione europea l’Italia 2010 dovrebbe raggiungere una quota pari al 22,55% della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili rispetto al consumo interno lordo di elettricità.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il