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Regime fiscale dei minimi eliminato in manovra fiscale 2011 se non in determinate condizioni

Cosa cambia per i titolari di partiva Iva: novità e condizioni



Sparisce nella nuova manovra fiscale 2011 il regime dei minimi. La normativa fiscale vigente fino a ieri prevedeva per titolari di partite Iva e lavoratori autonomi che a fine anno incassavano meno di 30 mila euro la possibilità di avvalersi del regime minimo fiscale, cioè una tassazione forfettaria del 20%, che comprendeva l'Irpef, tributi locali, rendeva superflua l'adesione agli studi di settore ed eliminava anche Iva e Irap, con il decreto Tremonti questa tassazione forfettaria cambia e scende drasticamente al 5% ma solo per coloro che hanno iniziato l'attività negli ultimi cinque anni o vorranno iniziarla adesso.

Secondo i calcoli così facendo, coloro che trarranno vantaggio da questa misura sarebbero più 50 mila soggetti. Secondo i primi calcoli di Acta, l'associazione del terziario avanzato, per le partite Iva che guadagnano tra i 20 e i 30 mila euro si può parlare di una percentuale tra il 6 e il 9 in più di prelievo visto che continueranno a non pagare l'Irap ma saranno soggetti alle addizionali Irpef locali, agli studi di settore e dovranno comunque far pagare l'Iva ai clienti.

Con la manovra di finanza pubblica varata dal governo il mondo delle partite Iva è investito da una terza importante novità. L'esecutivo ha deciso di procedere alla cancellazione di quelle partite Iva inattive da tre anni che, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate, dovrebbero essere all'incirca 2 milioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il