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Crisi debito Usa: rischio default esiste?

Lagarde: 'Non posso immaginare gli Usa in default'



Aumento delle tasse, tagli di spesa per 2,4 miliardi di dollari, un piano più ampio con interventi su assistenza medica e pensioni: questo il ‘menù’ che il presidente Barack Obama ha presentato ai leader della Camera (dove i repubblicani sono in maggioranza) e del Senato (dove comandano i democratici), dicendo “Dobbiamo raggiungere l'accordo in dieci giorni”.

Quasi certamente il leader della Casa Bianca dovrà rinunciare al pacchetto bilanciato di tagli alla spesa pubblica e aumenti delle tasse a carico dei più ricchi, per un valore complessivo di 4 mila miliardi in dieci anni.

Ieri sera il repubblicano John Boehner della Camera ha confermato quanto aveva già annunciato sabato notte, e cioè che il partito repubblicano non appoggerà alcuna manovra che preveda l'aumento delle imposte.

Ma è allarme sui conti pubblici americani e se entro il 2 agosto non si arriverà un accordo tra democratici e repubblicani sul tetto del debito, gli Stati Uniti potrebbero trovarsi in una situazione di default, e non essere in grado di pagare gli interessi sui loro titoli, con conseguenze definite ‘gravissime’ da Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale.

Lagarde ha detto che se si pensa a “uno scenario completo di un default di pagamento, sì, evidentemente, otteniamo alti tassi di interesse, enormi contraccolpi sulle Borse, non semplicemente per gli Stati Uniti, ma anche per l'economia mondiale nel suo insieme. Non posso immaginare un solo secondo che gli Stati Uniti possano andare in default”.

 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il