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Lodo Mondadori:sentenza risarcimento alla Cir.Conseguenze per Fininvest,Milan e Gruppo De Benedetti

De Benedetti acuisterà La7? E il premier cederà le quote di maggioranza del Milan?



All’indomani del deposito della sentenza con cui la seconda sezione civile della Corte d'Appello di Milano ha condannato Fininvest a versare 560 milioni di euro alla società della famiglia De Benedetti per la vicenda del Lodo Mondadori, gli avvocati del gruppo di Silvio Berlusconi sono al lavoro per impostare il ricorso in Cassazione.

I legali di Cir entro la fine della prossima settimana o al massimo entro i primi giorni di quella successiva, visto che il provvedimento è immediatamente esecutivo, non appena otterranno copia autentica dell'atto firmato dai giudici Luigi de Ruggiero, Walter Saresella e Giovan Battista Rollero, invieranno la lettera a Intesa Sanpaolo per chiedere il pagamento del risarcimento.

La banca, capofila di un pool di istituti di credito, nel dicembre 2009, dopo la decisione con cui il Tribunale aveva condannato Fininvest a risarcire 750 milioni, aveva fornito a quest'ultima una fideiussione, rinnovata fino al prossimo ottobre, di 806 milioni nell'ambito di un accordo tra le parti che finora ha 'congelato' il risarcimento. Intanto il pool di avvocati che segue Fininvest è al lavoro per decidere il da farsi.

E non si tratta solo di cominciare ad impostare il ricorso in Cassazione, ma di trovare una via per tentare di ottenere la sospensione dell' esecutività immediata della sentenza di secondo grado.

Una delle possibilità è presentare al Tribunale un ricorso per bloccare il pagamento a Cir da parte delle banche, strada a cui comunque seguirà il ricorso in Cassazione: i legali hanno tempo 60 giorni dalla notifica della sentenza da parte di Cir, ma vista la sospensione per la pausa estiva, i termini si allungheranno almeno fino alla fine di ottobre.

Contestualmente al ricorso, come prevede il codice di procedura civile, Fininvest può presentare ai giudici d'Appello l'istanza per sospendere l'efficacia del provvedimento di condanna ritenendo che da ciò possa derivare un grave e irreparabile danno. Ma, se la società della famiglia De Benedetti avrà già incassato il risarcimento, si tratterebbe di un'istanza del tutto inutile e dunque non rimarrebbe che attendere che la Suprema Corte metta la parola fine a questa causa. Ricordiamo che il procedimento penale della causa era finito con la condanna definitiva per corruzione in atti giudiziari del giudice Vittorio Metta e degli avvocati Cesare Previti, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico, perchè la sentenza del '91 che aveva annullato il lodo arbitrale favorevole a De Benedetti consegnando la casa editrice a Silvio Berlusconi, fu comprata. La batosta di Segrate è l'ennesimo colpo basso di un 2011 difficilissimo per il premier, non solo sul fronte politico, perchè il titolo Mediaset ha perso da gennaio il 30%. E la quota del 38% in portafoglio a Fininvest ha bruciato in pochi mesi oltre 700 milioni di valore. Nei guai è anche Endemol: Cologno Monzese è stata già costretta a ridurre a zero il valore del suo investimento (456 milioni) nel produttore de Il Grande Fratello’, che ha da 2 miliardi di debiti.

L'unica soddisfazione di questo anno nero è arrivata dal Milan che dopo aver divorato oltre 500 milioni dei risparmi di famiglia  è riuscito a portare a casa lo scudetto. Ma il presidente del Consiglio avrebbe confidato l'intenzione di disfarsi delle quote di maggioranza del Milan. “Potrei farlo adesso che la squadra ha vinto lo scudetto ed è ancora più appetibile. Io resterei presidente onorario, ma un magnate russo potrebbe subentrare al 51%”.

Ma piove sul bagnato perché in realtà la liquidità del gruppo è tale da poter ‘tranquillamente’ pagare la somma stabilita dalla sentenza e addirittura mantenere anche qualche restante ‘spicciolo’.

Ci si chiede ora cosa potrebbe fare Carlo De Benedetti con i soldi del risarcimento e le prime ipotesi parlano soprattutto di un eventuale acquisto di La7, oggi controllata da Telecom attraverso Telecom Italia Media, che in Borsa quota circa 320 milioni.

C’è chi, invece, ipotizza una spinta verso l’energia, cioè verso la Sorgenia, società creata dal nulla nella fase delle liberalizzazioni e che oggi è il primo operatore privato dietro l’Enel fatturando 2,7 miliardi con oltre 500 mila clienti e programmi di ingresso nel mercato residenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il