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Riforma Costituzionale 2011: novità tra cui Senato Federale e taglio stipendi politici

Dopo la manovra finanziaria 2011, le novitò della Riforma Costituzionale: cosa prevedono



Dopo l’approvazione della manovra finanziaria 2011, sembra imminente l’arrivo della Riforma Costituzionale che prevede la revisione delle oltre 400 agevolazioni fiscali e dell’intero sistema di tassazione nonché dell’organizzazione delle cariche statali. Senato federale su base regionale, abolite le circoscrizioni estere, stipendi dei parlamentari in base alla loro presenza in Aula e può essere eletto presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto quaranta anni d'età (oggi 50): queste solo alcune delle riforme costituzionali presentate dal governo, dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli.

Per quanto riguarda la novità del Senato federale, sarà composto da 250 senatori, sessantacinque in meno rispetto agli attuali 315, sarà eletto a suffragio universale e diretto su base regionale e si potrà essere eletti senatori al compimento dei 21 anni.

Se il Senato diventa federale, le funzioni del presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal presidente della Camera dei deputati, mentre oggi sono esercitate dal presidente del Senato. In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del presidente della Repubblica, il presidente della Camera dei deputati indice la elezione del nuovo presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se la Camera è sciolta o manca meno di tre mesi alla sua cessazione.

Il Presidente del Consiglio diventa primo ministro e nomina e revoca i ministri, i viceministri e i sottosegretari che prestano giuramento nelle sue mani. I parlamentari riceveranno, inoltre, un'indennità stabilita dalla legge, in misura corrispondente alla loro effettiva partecipazione ai lavori secondo le norme dei rispettivi regolamenti.

Gli ex presidenti della Repubblica diventano deputati a vita e non più senatori a vita e viene abolita la possibilità da parte del capo dello Stato di nominare cinque senatori a vita nel corso del suo mandato. Per i voti di fiducia, sarà la Camera dei deputati, composta da 250 deputati (ora sono 630), a votare la fiducia al governo e potrà avvalersi anche di un meccanismo di sfiducia costruttiva.

Soppressa, infine, la circoscrizione Estero, che prevede l'esercizio del diritto di voto per l'elezione dei parlamentari, da parte dei cittadini residenti all'estero.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il