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Studi di settore 2010-2011: novità della Manovra Finanziaria

Sanzioni più aspre e le novità per gli studi di settore 2011



La manovra finanziaria 2011, approvata venerdì scorso a tempo record dal Parlamento italiano, apporta novità anche per quanto riguarda gli studi di settore. Le nuove misure risultano particolarmente ‘pesanti’ nei confronti dei contribuenti, perché prevedono l'inasprimento delle sanzioni quando si omette il modello, con sanzioni maggiorate del 50% per i contribuenti che ometteranno di fornire i dati ai fini degli studi di settore; perché danno all'amministrazione finanziaria la possibilità di effettuare un accertamento induttivo in presenza di omissione o irregolarità dei dati; e perché abrogano l'obbligo della motivazione quando vengono disattesi i risultati di Gerico nei confronti di un contribuente ‘congruo’.

Questa norma era già stata introdotta dalla Finanziaria 2007, a tutela dei contribuenti congrui, di cui per verificare l'adeguamento non risultava necessario l'accertamento analitico-induttivo, basato su presunzioni semplici, quando l'ammontare di ricavi o compensi non dichiarati risultava inferiore al 40% di quelli riportati in Unico, con il limite di 50mila euro.

E essere abrogata, in realtà, è la norma successiva che prevedeva, sempre a tutela dei contribuenti congrui, che se l'ufficio effettuava l'accertamento analitico-induttivo doveva spiegare le ragioni che lo inducevano a disattendere i risultati degli studi, perchè inadeguati a stimare i ricavi o i compensi del contribuente.

Ma la novità principale introdotta è quella che prevede un accertamento induttivo da parte dell'amministrazione. L'accertamento si basa su presunzioni semplici, anche senza i necessari requisiti di gravità, precisione e concordanza, quando il contribuente omette o indica in maniera sbagliata i dati degli studi di settore o cause di esclusione o di inapplicabilità non sussistenti.

La nuova norma prevede che l'accertamento induttivo si attui quando il reddito accertato, a seguito della corretta applicazione degli studi, risulti pari o superiore al 10% del reddito d'impresa o di lavoro autonomo dichiarato. In realtà, questa misura di accertamento scatta quando il contribuente ha commesso violazioni particolarmente gravi, come non aver presentato la dichiarazione, cosa decisamente diversa rispetto a qualche errore che può verificarsi nella compilazione del modello degli studi.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il