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Bollo deposito titoli: calcolo, soglie e regole

Calcolare bollo deposito titoli: come fare dopo la manovra finanziaria. Le domande più frequenti, risposte e consigli



Una delle novità più discusse della manovra finanziaria 2011 è il graduale aumento dell’imposta di bollo variabile per i depositi titoli. Il bollo che si applica alle comunicazioni relative sui depositi di titoli inviati dagli intermediari finanziari potrà raggiungere i 380 euro per i depositi il cui valore è superiore a 50mila euro.

Dal 2013 in poi per gli importi sotto i 50mila euro si va dai 12,50 euro mensile ai 150mila annuali e per quelli sopra i 50mila euro, dai 31,66 mensili ai 380 euro annui. Chi, dunque, risparmia dovrà pagare su quanto risparmiato e messo da parte, discorso valido non solo per più benestanti ma anche per i piccoli risparmiatori.

La novità prevede l’aumento dell’imposta con periodicità annuale di 34,20 euro per gli importi inferiori ai 50mila euro, di 70 euro per quelli pari o superiori ai 50mila euro e inferiori ai 150mila euro; di 240 euro per importi pari o superiori ai 150mila euro e inferiori ai 500mila euro; di 680 euro per importi pari o superiori a 500mila euro.

Dal 2013 l’imposta con periodicità annuale sarà di 230 euro per gli importi pari o superiori ai 50mila euro e inferiori a 150 mila; di 780 euro per importi pari o superiori a 150mila euro e inferiori a 500mila euro e di 1.100 euro per importi pari o superiori a 500mila euro.

Nella relazione tecnica dell'emendamento, si legge che secondo dati Bankitalia risulta un numero complessivo di circa 22 milioni di conti titoli e la norma dovrebbe portare un recupero di gettito di circa 897 milioni di euro annui per i primi due anni e di circa 2.525 milioni di euro per gli anni a partire dal 2013. La nuova norma si dovrebbe applicare dagli estratti conto inviati dal primo luglio, anche se la disposizione si riferisce generalmente al 2011.

In generale, per i primi sei mesi del 2011 tutti pagheranno 17,10 euro indipendentemente dal valore dei titoli custoditi, mentre la nuova tariffa entrerà in vigore appieno dal 2012. Per calcolare il valore del deposito titoli ai fini dell’applicazione del nuovo maxi-bollo, bisogna considerare l’importo annuale stabilito che varia in base alla somma del deposito.

Tale importo viene poi ripartito in base alla periodicità della comunicazione, che può avvenire su base mensile, trimestrale, semestrale o annuale. Ciò significa che la banca dovrebbe applicare l’imposta di bollo relativa al valore del deposito titoli indicato nella comunicazione inviata al cliente.

Se per esempio prendiamo in considerazione un’unica comunicazione a fine anno dovrebbe contare il valore al 31 dicembre. Ricordiamo che per il 2011 e 2012, è previsto un bollo di 34,20 euro (immutato) per i depositi con valore nominale inferiore a 50.000 euro, di 70 euro oltre i 50.000 e fino a 149.999 euro, di 240 euro da 150.000 euro e fino a 499.999, di 680 da 500.000 euro in su.

Dal 2013 il bollo rimarrà invariato per i depositi con valore inferiore a 50.000 euro e poi salirà, rispettivamente, a 230, 780 e 1.100 euro. Se ci sono più depositi titoli presso lo stesso istituto o se il patrimonio mobiliare è suddiviso tra più banche, secondo la legge per il pagamento del bollo conta il valore nominale o di rimborso dei depositi titoli di ciascun intermediario finanziario, di cui sarà effettuata la somma, mentre nel caso di dossier titoli aperti in più banche, ogni istituto applicherà il bollo sul valore del deposito.

Se si possiede una somma oltre certe dimensioni, ragionando in termini di convenienza economica, converebbe distribuirla i diversi istituti, ma dal 2013 perché, ad esempio, due dossier titoli su due banche diverse ognuno di 145.000 euro, totale 290.000 euro, pagheranno complessivamente un bollo di 460 euro invece di 780 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il