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Piano salvataggio Grecia: cosa cambia per titoli di stato, azioni, obbligazioni

Approvato all’unanimità il pacchetto di misure da 160 miliardi



Via libera al piano di salvataggio per la Grecia. Sul piatto ben 160 miliardi di euro. Il pacchetto di misure senza precedenti è stato adottato all'unanimità e al salvataggio parteciperanno anche le banche e, davanti al rischio di un default selettivo che potrebbe essere decretato dalle agenzie di rating, i leader dei 17 hanno deciso di creare un paracadute attraverso l'estensione del campo di azione del fondo salva-Stati, l'Efsf.

Il presidente del Consiglio Europeo Herman van Rompuy ha detto “Abbiamo preso importanti decisioni pienamente sostenute da tutti per alleggerire il debito greco, fermare il rischio di contagio e migliorare la gestione della crisi della zona euro”. “Per la prima volta politica e mercati sono insieme in un pacchetto molto credibile”, ha commentato invece il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso.

La durata dei prestiti potrà arrivare fino a 30 anni (contro i sette e mezzo di quelli attuali) e il tasso d'interesse potrebbe attestarsi intorno al 3,5%. Parallelamente, saranno allungate le scadenze dei prestiti già in essere. In aggiunta a questi interventi, banche e altri investitori privati saranno chiamati a dare il loro contributo, stimato in 37 miliardi, alla nuova operazione di salvataggio della Grecia scegliendo tra diverse opzioni destinate a allungare la vita dei titoli pubblici greci da loro detenuti.

Per le banche greche, il piano europeo prevede un particolare sostegno al fine di evitare qualsiasi problema di liquidità e quindi il rischio di fallimento. In questo contesto, il piano Ue prevede un intervento di buyback, ovvero di riacquisto dei titoli pubblici greci, per un importo stimato in 12,6 miliardi.

Operazione che porta quindi a circa 160 miliardi l'impegno complessivo per il salvataggio della Grecia. Ma quale sarà l’impatto che il piano di salvataggio della Grecia avrà sui portafogli? Per quanto riguarda i titoli di Stato, affidando all’Efsf il compito di intervenire sui mercati secondari, i leader europei hanno voluto stabilizzare i rendimenti dei titoli dei Stato ed evitare ai Paesi membri di pagare cedole eccessive ai sottoscrittori.

Bisognerà capire se effettivamente i titoli di Stato rimarranno stabili o subiranno conseguenze, anche a causa del rischio default degli Usa. Per quanto riguarda le azioni, poi, i titoli bancari hanno già trascinato al rialzo ieri le Borse europee, senza contare che le banche sono chiamate a fare i conti con i loro criteri patrimoniali per rispettare i nuovi parametri di Basilea 3, aumenti di capitale in vista e redditività in calo.

Produrranno, invece, effetti positivi sull’andamento delle banche le obbligazioni per aumentare la raccolta, obbligazioni che già oggi rappresentano una parte rilevante nei portafogli dei risparmiatori italiani. Sarò buono puntare sulle obbligazioni, soprattutto alla luce della nuova imposta di bollo sui dossier titoli e da cui le obbligazioni sono esenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il