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Manovra finanziaria 2011: cedolare secca aumenta del 25%, taglio detrazioni per inquilini

Proprietari e inquilini: cosa cambia con la manovra finanziaria 2011



La manovra finanziaria 2011 rappresenta una vera e propria stangata su famiglie e aziende. Ma a pagare il conto più salato saranno soprattutto le famiglie, colpite innanzitutto dai tagli alle agevolazioni fiscali e poi dalle novità in materia di case e detrazioni.

Torna l'Irpef sulla prima casa, si riducono notevolmente le agevolazioni e aumenterà dal 21 al 25,2% la cedolare secca appena introdotta sugli affitti. I tagli arriveranno in due tranches: nel 2013 il 5% in meno, circa 500 milioni di euro; l'anno dopo il 20%: 2 miliardi.

Oltre al ritorno dell'Irpef sulla prima casa a partire dai redditi 2013 e 2014, i proprietari subiranno tagli alle agevolazioni, a cominciare da quelle fiscali per l'acquisto della prima casa, sarà ridotta la detrazione Irpef per gli interessi passivi sui mutui prima casa e la detrazione Irpef per le provvigioni pagate ai mediatori immobiliari per l'acquisto dell'abitazione principale.

Per quanto riguarda i  proprietari che fanno lavori in casa, il bonus del 36% sui lavori di recupero edilizio si ridurrà al 28,8, mentre quello del 55% su interventi mirati al risparmio energetico calerà al 44%. Tagli anche alle detrazioni fiscali per gli inquilini del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014. Si va dalla detrazione di 300 e 150 euro per l'affitto dell'abitazione principale, alla detrazione triennale di 991,60 euro per i giovani inquilini tra i 20 e i 30 anni, per passare, poi, ai 495,80 euro e ai 247,90 euro per i contribuenti intestatari di contratti con affitto concordato.

A rischio anche le detrazioni per i lavoratori dipendenti che abbiano trasferito la residenza nel comune di lavoro. I proprietari che affittano l'immobile dovranno districarsi con la nuova cedolare secca sugli affitti che, da quest'anno, prevede un'imposta unica del 21% sugli affitti relativi a contratti di locazione di immobili ad uso abitativo (19% per i contratti agevolati che prevedono un affitto inferiore a quello di mercato). In questo caso, il taglio alle agevolazioni prevede l’aumento della cedolare a regime dal 21 al 25,2%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il