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Nuovo regime dei minimi con tasse al 5% nella Finanziaria: regole e istruzioni

A chi sono riservati i cambiamenti del nuovo regime dei minimi



La manovra fiscale 2011 introduce grandi novità per quanto riguarda il regime dei minimi. La normativa fiscale vigente prevedeva per titolari di partite Iva e lavoratori autonomi che a fine anno incassavano meno di 30 mila euro la possibilità di avvalersi del regime minimo fiscale, cioè una tassazione forfettaria del 20%, che comprendeva l'Irpef, tributi locali, rendeva superflua l'adesione agli studi di settore ed eliminava anche Iva e Irap.

Con la nuova manovra, questa tassazione forfettaria cambia e scende drasticamente al 5% ma solo per coloro che hanno iniziato l'attività negli ultimi cinque anni o vorranno iniziarla adesso.

Secondo i primi calcoli di Acta, l'associazione del terziario avanzato, per le partite Iva che guadagnano tra i 20 e i 30 mila euro si può parlare di una percentuale tra il 6 e il 9 in più di prelievo visto che continueranno a non pagare l'Irap ma saranno soggetti alle addizionali Irpef locali, agli studi di settore e dovranno comunque far pagare l'Iva ai clienti.

La manovra di luglio ha sì ridotto l'imposta sostitutiva dal 20% al 5% ma ha aggiunto alcuni vincoli: innanzitutto, l'imposta sostitutiva ridotta al 5% si applicherà dal primo gennaio prossimo solo a chi ha intrapreso un'attività d'impresa, arte o professione successivamente al 31 dicembre 2007 e varrà per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi; mentre per i giovani, questo periodo di aliquota al 5% può essere maggiore ma non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età.

Si dovranno rispettare, inoltre, tre nuove condizioni, e cioè che nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività, il contribuente non deve aver esercitato attività artistica, professionale; che l'attività da esercitare non deve essere prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni; e che se si prosegue un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei ricavi realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio fiscale non deve essere superiore a 30mila euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il