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Controlli fiscali: 8 anni di tempo. Raddoppiati i termini

Raddoppiati i termini per i controlli fiscali: cosa cambia



Via libera dalla Consulta al raddoppio dei termini per i controlli fiscali, per cui i documenti contabili dovranno essere conservati per otto anni. Parte, dunque, la normativa che dispone il raddoppio dei termini per la decadenza dell'azione di accertamento in presenza di un reato tributario, anche se la constatazione della violazione penale è stata effettuata quando già i termini ordinari di accertamento erano decaduti.

Sarà il giudice tributario a dover accertare se l'amministrazione abbia agito con imparzialità o abbia, invece, fatto un uso pretestuoso e strumentale della normativa per fruire ingiustificatamente di un più ampio termine di accertamento.

La novità è stata stabilita dopo l'ordinanza di remissione della Ctp di Napoli che dubitava dell'incostituzionalità della norma che aveva raddoppiato i termini di decadenza dell'azione di accertamento ai fini delle imposte sui redditi e Iva.

Secondo i giudici napoletani, l’incostituzionalità emergeva in modo evidente laddove la segnalazione di reato per una violazione relativa a un determinato periodo di imposta fosse stata effettuata in una data successiva al termine di decadenza ordinario dell'accertamento per quel medesimo periodo.

Ma la Consulta ha dichiarato questo raddoppio dei termini pienamente legittimo perché non si tratta di una riapertura o proroga di termini scaduti né di reviviscenza di poteri di accertamento ormai esaurit», ma di termini fissati direttamente dalla legge, operanti automaticamente in presenza di una speciale condizione obiettiva (obbligo di denuncia penale per i reati tributari), senza che all'amministrazione sia riservato alcun margine di discrezionalità per la loro applicazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il