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Crisi finanziaria Italia: speculazione default per acquistare società e banche?

Italia in crisi: cosa accade sui mercati



L’Italia vive attualmente una situazione di crisi tangibile: non più supposizioni, previsioni sull’andamento economico che meno confà ai cittadini, e possibilità di conseguenze delle crisi che hanno colpito i Paesi colleghi.

L’Italia è in crisi davvero, tanto che i vertici dell’europgruppo pensano addirittura di estromettere il Belpaese (e la Spagna) dalla tranche di aiuti da destinare alla Grecia, proprio a causa del livello elevato raggiunto dai rendimenti dei loro titoli pubblici. Ma Italia e Spagna hanno tutti gli strumenti necessari per evitare il contagio della crisi greca, secondo Christine Lagarde, direttore generale Fmi

L’ondata di ribassi che ha travolto i titoli del debito sovrano ha coinvolto chi, come banche e compagnie di assicurazioni, ha parti consistenti dei loro attivi investiti in Bot o Btp. Ma la crisi di sfiducia si è riflessa anche su molte società di servizi e industriali.

Gli istituti di credito italiani maggiori attualmente valgono in Borsa la metà di diversi concorrenti diretti europei, i pochi gruppi manifatturieri di dimensioni paragonabili ai colossi multinazionali hanno capitalizzazioni inferiori ai loro competitor ma i prezzi da saldo scateneranno una corsa all' acquisto di società e aziende italiane. Basti pensare al gruppo alimentare Parmalat acquistato dai francesi di Lactalis, il controllo di Edison che sta passando ad Edf, Bulgari ceduta alla multinazionale parigina del lusso e del cibo Lvmh, Alitalia destinata a diventare francese.

Sono le banche italiane le principali vittime di ciò che sta accadendo sui mercati: hanno ricapitalizzato più delle altre, sono poco esposte sui paesi periferici, hanno bassa leva e bassa redditività. Ma sono le più colpite dalle vendite.

A scatenare le acquisizioni è l’appetibilità dei prezzi, spinta, ovviamente, dall'incertezza, dalla scarsa visibilità dei valori, alla propensione ad investire nuovi capitali, dirigendo però i propri investimenti di espansione più verso i Paesi emergenti. A tutto questo si aggiungono le ormai tradizionali complicazioni ‘italiane’ che si riscontrano soprattutto nelle complicazioni legislative e amministrative che rendono poco praticabili gli investimenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il