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Sciopero calciatori: stipendi e tassa che pagheranno con manovra finanziaria

Slitta l'avvia del campionato di Serie A. Lo scipero dei calciatori



Chi guadagna di più deve pagare un maggiore contributo di solidarietà. Colpiti i calciatori milionari che hanno deciso di scioperare posticipando l’inizio del campionato di calcio. “Sciopero? La posizione assunta dai calciatori è paradossale, qui non si parla di stipendi da 1200 euro, ma di milioni". Vicktor Uckmar, avvocato e tributarista ed ex presidente della Covisoc dal 1993 al 2011, commenta così lo sciopero dei calciatori che ha fato slittare la prima giornata del campionato di Serie A.

Il nuovo decreto ha introdotto un prelievo straordinario sui redditi sopra i 90mila euro (5%) e sopra i 150mila (10%): chi guadagna tanto deve versare per tre anni una somma maggiore al Fisco. Per il primo anno il contributo è pieno, dal secondo anno si può dedurre una parte dell'imposta, per cui il contributo effettivo viene spalmato sui tre anni.

Chi percepisce redditi sopra i 500mila euro potrebbe optare per l'aliquota secca del 48% che, non è deducibile, ma garantisce un risparmio. Se questo vale per tutti i contribuenti, per i calciatori la questione è diversa, considerando che la maggior parte dei contratti sono fatti al netto e le imposte vengono pagate dalle società che svolgono il suo ruolo di sostituto d'imposta e potrebbero trattenere sullo stipendio, oltre all'aliquota ordinaria, anche il contributo di solidarietà.

Ma i club temono che nei casi in cui il contratto faccia esplicito riferimento a un compenso netto da garantire al calciatore, potrebbero essere portate in tribunale e sarebbe difficile evitare una condanna alla restituzione di quanto trattenuto. La Figc ha proposto di mettere a disposizione delle società per eventuali contenziosi un fondo da 20 milioni.

A tutta la serie A il contributo di solidarietà potrà arrivare a costare 100 milioni duero nel prossimo triennio. “Lo sciopero della Serie A? Dal mio punto di vista non è mai una cosa salutare, ci sono un paio di questioni in sospeso, ma penso che si troverà un accordo. Se si risolve in fretta le conseguenze non credo siano troppo gravi”, ha detto il nuovo proprietario della Roma, Thomas Di Benedettosul rinvio della prima giornata del campionato italiano.

“Una situazione del genere anche in America? Negli Stati Uniti c’è una situazione economica molto difficile, quindi i tifosi non sono molto solidali con i giocatori. In passato c’è voluto tempo per cui i tifosi sono tornati ad affezionarsi alle squadre. Questo tipo di sciopero può fare molti danni al business dello sport”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il