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Stipendi impiegati, dirigenti, operai 2011 in Italia

Le differenze retributive del Belpaese fotografate dalle Acli



Qualche giorno fa l’Istat ha comunicato che le retribuzioni contrattuali orarie in Italia sono rimaste ferme a luglio, su mese, registrando una variazione pressocchè nulla rispetto al mese precedente e un incremento dell'1,7% rispetto a luglio 2010, ora le Acli fotografano le diseguaglianze retributive nel Belpaese.

Mettendo a confronto le retribuzioni medie giornaliere dei lavoratori dipendenti nelle diverse professioni del settore privato, emerge che rispetto alla retribuzione media giornaliera (82 euro), un dirigente guadagna 340 euro in più al giorno, un quadro 111 euro, un impiegato 6 euro in più.

Cresce la differenza nei confronti di un operaio, la cui retribuzione è di 16 euro inferiore alla media. Peggio di lui solo il lavoratore apprendista, che guadagna in meno 31 euro al giorno.

Altra differenza è quella che vige per differenze di sesso: le donne, infatti, rispetto agli uomini, ricevono in media al giorno 27 euro in meno. Altro problema affrontato dalle Acli è il lavoro sommerso (12 posti di lavoro su 100 sono oggi irregolari, 18% al Sud e il 27% il Calabria), seguito da quello del lavoro giovanile. In Italia, quasi un lavoratore su quattro (23%) ha un'occupazione non a orario pieno e non a tempo indeterminato: il 12%, pari a 2milioni e 700mila individui, è un lavoratore a tempo parziale, mentre l'11% è un atipico (tempi determinati e collaboratori).

Il lavoro a tempo parziale interessa maggiormente le donne: le lavoratici part-time sono un 1milione e 800mila. Per gli atipici il rapporto di genere è pressoché pari, mentre l'età evidenzia una buona quota di giovani (39%), ma soprattutto un'elevata percentuale di adulti (il 48% degli atipici ha tra i 30 e i 49 anni).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il