BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni: legge attuale dopo cambiamenti manovra finanziaria agosto-settembre

Cosa cambia nel sistema pensioni dopo la manovra d'agosto



Nella manovra uscita dalla Commissione Bilancio del Senato e da domani all'esame dell'Aula, non figurano solo le grandi modifiche, come lo stralcio del contributo di solidarietà o le nuove misure di lotta all'evasione, ma anche tante piccole norme, come l'esclusione di taxi dalle norme di liberalizzazione, lo stop sulle aperture libere dei negozi in tutte le città d'Italia, la restituzione del bonus bebé da parte dei furbetti che non ne avevano diritto, e la marcia indietro sui mini-enti.

Ma il capitolo ovviamente più controverso e ricco resta quello delle pensioni. Dopo il dietrofront sulle pensioni di anzianità, e il riscatto degli anni di laurea e del servizio militare, fra i provvedimenti sicuri passati con le ultime modifiche alla manovra sono la perequazione automatica, per cui viene introdotto un meccanismo di limitazione crescente della perequazione, cioè dell'adeguamento delle pensioni al costo della vita.

La limitazione non tocca le pensioni che arrivano fino a 1.428 euro, mentre viene riconosciuto solo il 70% della rivalutazione alle pensioni della fascia intermedia. Oltre i 2.300 euro viene confermato il blocco totale della perequazione.

Ok al contributo di solidarietà (trattenuta secca sulle pensioni più alte) sui redditi più alti. Tre gli scaglioni previsti: fino a 90 mila euro lordi di pensione, non si applica alcuna trattenuta; per lo scaglione di pensione compreso tra 90 mila e 150 mila euro lordi, si applica una trattenuta del 5%; per lo scaglione successivo, la trattenuta cresce al 10%.

La pensione si avrà con quarant'anni di contributi. Per coloro che andranno in pensione con questo sistema, saranno introdotte delle mini finestre che ritarderanno il godimento della pensione: per chi matura i requisiti nel 2012, la pensione slitta di un mese; i mesi salgono a due per chi matura il diritto nel 2013, e arrivano a tre per le pensioni maturate a partire dal primo gennaio 2014. È escluso dalle regole chi matura la pensione entro il 31 dicembre 2011.

Sale a 65 anni l’età pensionabile delle donne lavoratrici del settore privato, a partire dal primo gennaio 2020. Dal 2020 il requisito anagrafico di 60 anni per l'accesso alla pensione di vecchiaia sarà incrementato di un mese; dal primo gennaio 2021 di ulteriori due mesi; dal 2022 di ulteriori 3 mesi, dal 2023 di ulteriori quattro mesi; dal 2024 di ulteriori cinque mesi e così via.

Il decreto della manovra di Ferragosto anticiperà (se approvato senza emendamenti) tutto questo meccanismo al 2016. Introdotto, infine, il sistema che prevede la pensione in base alla speranza di vita, secondo cui l’età pensionabile crescerà in base all’allungamento della speranza di vita.

Questo sistema doveva entrare in vigore nel 2015, ma la manovra di luglio lo ha anticipato al primo gennaio 2013 e prevede una crescita secca di 3 mesi dei requisiti anagrafici di tutte le pensioni, di vecchiaia e di anzianità, e con cadenza triennale tali requisiti potranno ancora crescere.

Le altre due novità della manovra riguardano, dunque, il settore dei dipendenti pubblici: la prima è la penalizzazione imposta agli statali che decidono di andare in pensione di anzianità con meno di 40 anni di contributi e il diritto al pensionamento si mantiene con le quote attualmente previste, ossia almeno 36 anni di servizio e 60 di età fino alla fine del 2012, e poi un'età minima di 61 anni dal 2013 in poi.

Cambia, invece, il termine di pagamento del Tfr da parte dell'amministrazione di appartenenza. Fino al 13 agosto scorso, infatti, era previsto un pagamento dilazionato di sei mesi in caso di uscita dal lavoro per la pensione di anzianità, termine che ora slitta a 24 mesi.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il