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Manovra finanziaria 2011: novità testo finale approvato

La manovra finanziaria definitiva: avrà un gettito di 54 miliardi



Avrà un gettito totale di 54 miliardi di euro la manovra finanziaria 2011, finalmente definita, tra nuove entrate, tagli alla spesa pubblica e aumento della pressione fiscale che nel 2014 arriverà a sfiorare il 44,5%. Ieri gli ultimi due passi per la definizione della manovra: il principio del pareggio di bilancio sarà introdotto nella Costituzione e saranno abolite le Province.

Il Consiglio dei Ministri ha dato, infatti, il via libera ai due disegni di legge costituzionale per rafforzare la manovra e placare le incertezze dei mercati rispetto alla situazione italiana e l'accoglienza avuta da mercati e osservatori economici è stata buona.

Le novità definitive previste dalla manovra riguardano l’aumento di un punto percentuale per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto per i beni non di prima necessità, l’Iva passa cioè dal 20 al 21% su beni e servizi come abbigliamento, calzature, televisori, auto, moto.

Via libera al contributo di solidarietà con l’aliquota del 3% per i contribuenti che percepiscono oltre 300.000 euro annui; adeguamento dell’età pensionabile delle donne del settore privato a 65 anni dal 2014, ok alla Robin Hood tax, e al riordino degli uffici giudiziari per i quali si prevedono, grazie al riaccorpamento ed alla soppressione di alcuni uffici, risparmi per circa 70 milioni di euro.

Chi, inoltre, avrà ricevuto il bonu bebè illegalmente dovrà restituire la somma percepita e, secondo le stime, la misura dovrebbe riguardare almeno 8000 famiglie e prevede che entro tre mesi venga restituito il bonus da mille euro percepito in quanto l’autocertificazione conteneva dati errati.

Prevista proroga per quanto riguarda le somme non versate ai fini dell’Iva da coloro che avevano aderito al condono tombale del 2002 e non hanno pagato le rate; ed è prevista inoltre una riduzione  sull’indennità dei parlamentari e si riduce anche il prelievo per coloro che percepiscono altri redditi.

In particolare i parlamentari che svolgono altre attività lavorative per le quali viene percepito un reddito superiore al 15% dell’indennità parlamentare, subiranno una decurtazione del 20% per la parte eccedente i 90 mila euro e del 40% per la parte eccedente i 150.000 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il