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Malattia dipendenti pubblici e stipendio più basso: legge Brunetta contestata va alla Consulta

Ammalarsi diventa un lusso: la legge Brunetta approda in Consulta



La legge Brunetta su malattia e stipendi decurtati approda in Consulta. Ammalarsi diventa un lusso che il lavoratore non potrà più permettersi e ciò appare in contrasto con l'articolo 36 della Costituzione che prevede che sia garantita una retribuzione proporzionata ed in ogni caso sufficiente a garantire un'esistenza libera e dignitosa.

Il giudice del lavoro di Livorno Jacqueline Monica Magi ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sulla cosiddetta legge Brunetta, che prevede per i dipendenti pubblici una decurtazione dello stipendio per i primi 10 giorni di malattia.

Per il giudice la norma presenta segni di incostituzionalità e rileva un'illegittima disparità di trattamento nel rapporto di lavoro dei lavoratori del settore pubblico rispetto a quelli del settore privato; crea di fatto un abbassamento della tutela della salute del lavoratore che, spinto dalle necessità economiche, viene di fatto indotto a lavorare aggravando il proprio stato di malattia; e dati gli stipendi che percepiscono ad oggi i lavoratori del comparto pubblico, diventa tale da non garantire al lavoratore una vita dignitosa.

Pertanto, privare un lavoratore durante la malattia di parte dello stipendio e della retribuzione globale fa venire meno i mezzi di mantenimento e assistenza al cittadino in quel momento inabile al lavoro. Dal ministero della Pubblica Amministrazione fanno sapere che la norma contestata esiste anche in altri contratti collettivi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il