Rischio fallimento Italia nel 2016 in base ai CDS

Esiste più di una possibilità su tre fino al 20126 l'Italia vada in default: le stime



Esiste più di una possibilità su tre che fino al 20126 l'Italia vada in default: a comunicare questo scenario è la Cma Datavision, società di monitoraggio dei mercati extraborsistici dei titoli derivati, che ha analizzato l'andamento dei Credit default swap a protezione del debito italiano.

I Cds hanno raggiunto quota 500 punti base e di conseguenza, secondo le previsioni della società, le probabilità che l'Italia dichiari bancarotta entro il 2016 sono pari al 35% (i dati che cambiano di giorno in giorno in base alla speculazione, molto forte in questo periodo).

Le incertezze sull’efficacia della manovra finanziaria, i continui ribassi di borsa e la tensione crescente sui titoli di Stato, hanno spinto al rialzo il valore dei Credit default swaps a protezione del debito italiano permettendo a questi ultimi di sfondare per la prima volta quota 500 punti base.

Peggio dell'Italia fa la Gracia, che risulta prima in questa classifica del rischio con una probabilità di fallimento in cinque anni al 93%, seguita dal Portogallo (62,98%), dal Venezuela (56,33%), dall'Irlanda (52,51%), dal Pakistan (47,73%) e dall’Argentina (44,92%).

La previsione dei Cds è tuttavia una probabilità di default virtuale, in virtù del fatto che tra il default tecnico e quello catastrofico esistono diverse soluzioni intermedie, per cui, attualmente, l’ipotesi di bancarotta italiana a cinque anni resta ancora improbabile. Ma ciò non significa che i motivi di preoccupazione non esistano anche nel breve periodo.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il