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Aumento Iva in manovra finanziaria: regole da seguire e date per la fatturazione

Aumenta l’Iva sui beni di consumo quotidiani: come funziona



E’ una delle misure più controverse contenute nella manovra finanziaria 2011 che ieri sera è diventata legge: si tratta dell’aumento dell’Iva di un punto percentuale, che passa cioè dal 20 al 21%, su diversi beni e servizi.

Saranno colpiti da questo incremento i settori dell’abbigliamento e delle calzature e poi auto, moto, televisori, giocattoli, detersivi, vacanze, caffè, cioccolata e vino, senza dimenticare le bollette elettriche e carburanti. Si tratta di aumenti che potrebbero avere conseguenze pesanti per le famiglie ma che dovrebbero portare nelle casse dello Stato tra i 4 e i 5 miliardi all'anno e avranno un impatto sui prezzi dello 0,8%.

Le associazioni dei consumatori temono un aumento indiscriminato dei prezzi, con una conseguente penalizzazione dei consumi, già in sofferenza per la crisi prolungata che ormai si sta facendo sentire sulle famiglie. Secondo le stime del Codacons, i prezzi saliranno fino a 385 euro per una famiglia di 4 persone.

La nuova aliquota Iva sarà in vigore per le operazioni effettuate dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, cioè il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, mentre per le operazioni pagate prima dell'entrata in vigore della maggiorazione, si applicherà il 20% vigente alla data del pagamento e la maggiorazione riguarderà solo le fatture a saldo.

Se una fattura ha preceduto la consegna del bene o il pagamento del corrispettivo, sull'importo fatturato si pagherà l'aliquota del 20% vigente alla data di emissione della fattura. Il provvedimento contiene anche altre disposizioni che interessano l'Iva e che riguardano: l'abolizione dell'esonero della certificazione per gli stabilimenti balneari e i depositi Iva.

Per quanto riguarda le cessioni di beni o le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato e degli enti e come Regione, Provincia, Comuni, Asl, istituti universitari, se la fattura è stata emessa e contemporaneamente registrata dal fornitore fino al giorno precedente alla data di entrata in vigore della maggiorazione, si mantiene l'aliquota del 20% anche se in tale giorno il corrispettivo non è stato ancora pagato.

Il fornitore, quindi, dovrà dimostrare di avere emesso la fattura in data anteriore all'entrata in vigore dell'aliquota maggiorata e provare di aver annotato il documento nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il