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Aumento iva al 21%: prezzi più alti anche per il cappuccino. Scattano controlli Gdf

Immediato il rialzo dei prezzi. Le proteste delle associazioni dei consumatori



E’ entrata in vigore sabato 17 settembre la nuova misura della manovra finanziaria 2011 che prevede l’aumento di un punto percentuale dell’Iva, passata dal 0 al 21%, per gran parte dei prodotti di cui fanno più uso gli italiani.

Soggetti all’aumento dell’Iva i settori di abbigliamento, calzature, televisori, computer, moto, auto, giocattoli, ed anche vino, bevande gassate, cioccolato, acqua minerale, carburanti, servizi di professionisti, artigiani, artisti. Ad aumentare anche cappuccini e colazioni al bar.

Un giornalista del Sole 24 Ore, sabato scorso, si è ritrovato di fronte al nuovo prezzo della sua cara colazione: tre euro e trenta, per due brioches e un cappuccino, invece dei ‘soliti’ tre euro e venti.

Aumenti immediati anche per la benzina, che si aggirano tra 1,2 e 1,3 centesimi. Alla Q8 la super è andata da 1,572 a 1,587, il diesel da 1,455 a 1,470; alla Ip da 1,549 a 1,558, da 1,433 a 1,441; all'Avia da 1,545 a 1,558, da 1,410 a 1,421 e via crescendo.

Secondo Confesercenti, l’aumento dell’Iva comporterà per le famiglie italiane una spesa di 140 euro. Un provvedimento demenziale l'aumento dell'Iva attuato in una fase di forte contrazione dei consumi e di un potere di acquisto delle famiglie a livelli infimi, secondo Federconsumatori e Adusbef, che comporterà ricadute pesanti per le tasche dei cittadini.

Nel frattempo, presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha annunciato che “Stiamo preparando un esposto a tutti i comandi provinciali della Guardia di Finanza, affinché dispongano ispezioni a tappeto negli esercizi commerciali, finalizzati ad accertare irregolarità nell'applicazione della nuova aliquota”. La decisione deriva dal timore che possano esserci arrotondamenti dei listini sempre al rialzo e quindi sempre a danno del cittadino che decide di comprare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il