Italia e abbassamento del rating di S&P: reazioni e conseguenze per declassamento

‘Valutazioni che appaiono viziate da considerazioni politiche’: così il premier Berlusconi sul declassamento dell’Italia



Nella notte l'Italia è stata declassata da Standard & Poor's che ha annunciato di tagliare il voto sul debito pubblico italiano a breve e a lungo termine dell'Italia portandolo a A da A+ e a A-1 dal precedente A-1+.

Il taglio del rating sul debito italiano è dovuto alle deboli prospettive di crescita economica. La situazione politica e la fragilità della coalizione di governo in Italia limita, infatti, la capacità di risposta dello Stato nell'affrontare la crisi, così come la debolezza della crescita economica, secondo S&P, per cui le misure e le riforme inserite nella nuova manovra finanziaria 2011 riusciranno probabilmente a fare ben poco per rilanciare le performance di crescita dell'Italia.

La decisione di Standard & Poor's è arrivata in modo decisamente inaspettato, perché, ci si aspettava un declassamento da parte di Moody's, dopo che alla fine della scorsa settimana aveva comunicato che l'esame sul debito e sulle prospettive dell’Italia avrebbero richiesto un altro mese di lavoro.

Proprio per questo, al momento non si registra alcuna conseguenza: la borsa sale e lo spread bund-btp resta invariato in quanto la decisione era già nell'aria. Inizialmente, sulla scia di quanto annunciato, Piazza Affari ha aperto in netto ribasso, il FTSE MIB cedeva l'1,3% dopo i primi scambi, ma il listino ha invertito la tendenza dopo poco passando in terreno positivo (+1%).

Positive anche le altre Borse europee con il Cac 40 di Parigi a +0,6%, il Dax 30 di Francoforte a +0,63%, il Ft di Londra a +0,52% e l'Ibex35 di Madrid a +0,59%. Nel frattempo, la Cina ha appena affermato di dare pieno sostegno all'area euro nonostante il declassamento dell’Italia annunciato da S&P.

Alla decisione di S&P, il premier Silvio Berlusconi reagisce sostenendo che si tratta di “Valutazioni che appaiono viziate da considerazioni politiche, più che dalla realtà dei fatti” e attacca i media attribuendo anche ai ‘retroscena dei giornali’ la decisione assunta da Standard&Poor's .

Il governo ha sempre ottenuto la fiducia dal Parlamento, dimostrando così la solidità della propria maggioranza, il che va decisamente contro il pessimismo dell’agenzia di rating americana.

Dal ministero del Tesoro, intanto, si giudica la decisione ‘scontata e attesa’, mentre la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, difende la forza dell’Italia dsostenendo che L'Italia nonostante tutto ce la può fare: “abbiamo ancora imprese forti e collaboratori seri, con una cultura del lavoro senza pari al mondo. Abbiamo delle forze, ma siamo in un momento difficile perchè oggi la credibilità del Paese è minata”.

Ti è piaciuto questo articolo?






Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il