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Prestiti alle imprese più difficili dopo taglio rating banche e Italia

Sale il costo dei prestiti: rubinetti chiusi per le imprese



Salgono i tassi dei mutui a causa dell’aumento dello spread tra Btp e Bund tedeschi, e sale anche il costo dei prestiti a causa del taglio del rating del debito italiano e delle banche. Il tutto a danno dei mutuatari, costretti a pagare rate sempre più salate per il mutuo, e delle imprese, che difficilmente ora riescono ad ottenere nuovi finanziamenti.

Il direttore generale di Univa (gli industriali locali) di Varese, Vittorio Gandini, ammette che purtroppo l’aumento del costo del credito che ha colpito il Tesoro italiano si sta riflettendo sulle banche che, a cascata, lo scaricano sulle imprese, “spiazzando un tessuto produttivo in convalescenza, intento a ristrutturarsi, rifinanziare il patrimonio e ricostituire le scorte, grazie anche alla ripartenza dei prestiti bancari: +3% a dicembre 2010, +4,5% nel semestre successivo. Sembrava un segnale di ripartenza. Dopo l’estate, invece, ecco il diluvio”.

“Nemmeno se metti a garanzia tutto quel che hai in questo momento riesci ad avere soldi”, ha confermato poi Enrico Romanato, uno dei titolari della padovana Sealand (elettropompe e sistemi di pressurizzazione), 30 addetti per 6,5 milioni di fatturato, la maggior parte fatto all’estero sui mercati emergenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il