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Obbligazioni Eni: domanda e andamento collocamento. I rendimenti e tassi di interessi possibili

Procede a rilento il collocamento dei bond Eni. La situazione



Si potranno acquistare fino al 4 ottobre ancora le obbligazioni Eni e al momento procede con lentezza il collocamento a causa delle incertezze che caratterizzano i mercati finanziari. Il titolo, scadenza 2017, propone la scelta tra un tasso variabile di 180-280 punti base sopra l'euribor a sei mesi, e un tasso fisso di 180-280 punti base sopra il midswap a sei anni.

A pesare sulla domanda sono le difficoltà che in questi giorni stanno vivendo i mercati finanziari e se in passato, titoli così sarebbero stati bruciati in quattro giorni, adesso si punta solo ad arrivare al minimo.

Attualmente la tranche a tasso variabile Eni renderebbe nel migliore dei casi un 4,53-4,54%; quella a tasso fisso un 4,80-4,81%. Il Btp con durata analoga, scadenza agosto 2017, cedola 5,25%, rende attualmente attorno al 5,3%. Il bond, a partire dal prossimo anno, sarà soggetto alla tassazione del 20% e non a quella del 12,5% come per i titoli di Stato.

La sensazione di una raccolta meno brillante rispetto ad altri collocamenti avvenuti nel passato viene confermata anche da alcuni operatori bancari allo sportello. Nonostante una situazione al momento difficile, Sandro Bernini, direttore finanziario di Eni, qualche giorno fa aveva affermato che la domanda di obbligazioni in poco più di una settimana aveva raggiunto importanti livelli, tanto da portare ad ipotizzare che la soglia di un miliardo di euro potesse essere raggiunta presto.

Bernini ha affermato che la domanda degli investitori si è concentrata prevalentemente sui titoli a reddito fisso, che coprono circa il 75-80% della domanda. Si tratta di una percentuale maggiore rispetto alla media, giustificata dal periodo di forte instabilità economica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il