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Bollo deposito titoli: regole e date di entrata in vigore novità manovra finanziaria

Cosa cambia con la nuova imposta di bollo



La manovra correttiva di agosto contiene una misura in particolare per niente gradita a piccoli e grandi risparmiatori. Si tratta dell’introduzione dell’imposta di bollo su deposito titoli. Prima della manovra correttiva, l’imposta di bollo era uniforme per tutte le fasce di deposito ed era pari a 34,20 euro.

La nuova imposta di bollo, che entrerà in vigore dal 2012, prevederà invece l’applicazione dell’imposta di 34,20 euro solo per i depositi con un controvalore non superiore ai 50 mila euro. L’imposta verrà invece percepita in misura pari a 70 euro in caso di deposito tra i 50 e i 150 mila euro, 240 euro in caso di deposito tra i 150 e i 500 mila euro, e 680 euro in caso di deposito con controvalore superiore ai 500 mila euro.

E’ stata, inoltre, alzata dal 12,5 al 20% l’aliquota sui redditi derivanti dal possesso di azioni, fondi, polizze e obbligazioni a lunga scadenza; mentre è stata abbassata, dal 27 al 20%, la tassazione degli interessi dei conti correnti, dei depositi di risparmio e dei certificati di deposito, rendendoli più appetibili. Resta, invece, al 12,5% la tassazione dei titoli di Stato ed equiparabili.

Le nuove aliquote entreranno in vigore dal prossimo primo gennaio ma il passaggio al nuovo regime comporterà, come prevedibile, nodi da sciogliere per i diversi prodotti finanziari. Alcuni strumenti continueranno ad essere soggetti alla vecchia imposta per i redditi maturati fino al 31 dicembre 2011 e poi seguiranno la nuova imposta per il maturato successivamente. Altri, invece, saranno tassati con l’aliquota unica vigente al momento dell’esigibilità o del realizzo della rendita finanziaria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il