Mutui Ottobre 2011 variabili e fissi: tassi di interesse e rate a confronto

Tassi fissi o variabili? Quale scegliere



Investire acquistando è il sogno e l’ambizione di tutti ma questo momento di forte crisi economica in cui l’Italia versa sembra essere diventato un freno per chi aveva intenzione di comprare una prima abitazione, a causa soprattutto dell’andamento altalenante dei mercati e del variare dei tassi di interesse.

Nel momento in cui si decide di acquistare una casa, l’attenzione è tutta concentrata sulla scelta della tipologia di mutuo da stipulare, se a tasso fisso o variabile, o oggi stabilirne la convenienza non è del tutto semplice.

Mentre qualcuno continua a sostenere la convenienza del tasso variabile, altri consigliano il tasso fisso, oggi tornano ai minimi, ma suscettibile di futuri rialzi. La Bce, dopo aver alzato negli ultimi due mesi i tassi, vaglia ora l’ipotesi di una possibile diminuzione e questa notizia farà sorridere i seguaci dei variabili, giacchè su un prestito, per esempio, con debito residuo da 100mila euro una diminuzione del costo del denaro di 25 centesimi significherebbe una riduzione mensile della rata di circa 20 euro, mentre mezzo punto uno sconto di quasi 40 euro.

La decisione del taglio potrebbe arrivare già questa settimana da Francoforte. Dall’altro lato, troviamo la situazione banche non del tutto rosea: la situazione di forte incertezza sta portando gli istituti ad aumentare gli spread, ritoccando così anche i finanziamenti a tasso variabile, in maniera molto più decisa sui fissi. E così il vantaggio di parametri di indicizzazione bassi viene in parte vanificato.

A fine settembre i migliori prestiti variabili si sono posizionati attorno al 3%, con rate per finanziamenti da 100mila euro da 555 euro al mese per il mutuo ventennale, che scendono a 422 per il prestito a 30 anni. I fissi quotano attorno al 4,6%, per una rata mensile di 638 euro a 20 anni e a 513 euro per il trentennale.

La differenza, quindi, è di circa 80/90 euro al mese a favore dei prestiti indicizzati. Mettendo a confronto le offerte delle banche, emerge, per esempio, che sui fissi CheBanca! e Intesa San Paolo offrono uno spread reale sull'Eurirs a 20 anni di un punto superiore rispetto alla scorsa primavera e nella media il rialzo supera il mezzo punto; meno significativo l'aumento sui variabili.

Cosa scegliere, dunque? E’ vero che attualmente i fissi convengono di più, ma in una prospettiva di lungo periodo, questa convenienza potrebbe venire meno, a favore dei variabili. Ma fare previsioni certe attualmente è quasi impossibile considerando l’andamento troppo squilibrato dei mercati e dell’economia.

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di Marianna Quatraro pubblicato il