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Rating Italia declassato da Moody's. Cosa cambia e rischi

Anche Moody’s declassa l’Italia: le conseguenze



Dopo Standard&Poor’s anche l’agenzia di rating Moody’s declassa l’Italia, esprimendo un giudizio negativo sul debito italiano, passando Aa2 ad A2 con outlook negativo.

La motivazione del declassamento è stata motivata per le incertezze economiche e politiche che mettono a rischio il raggiungimento da parte del governo degli obiettivi di risanamento del bilancio, oltre che al generale calo della fiducia nelle emissioni di debito dei paesi dell’eurozona.

Le manovre dall’esecutivo per risanare il deficit, dunque, non convincono gli esperti e Moody’s mostra inoltre di non credere troppo alle misure per lo sviluppo che l’esecutivo si appresta a varare e sostiene che ‘l’economia italiana è caratterizzata da ostacoli alla crescita che non possono essere rimossi velocemente’.

Il rischio di default dell’Italia è remoto, ha chiarito l’agenzia, ma la vulnerabilità del Paese è aumentata’. Da Palazzo Chigi commentano: “La decisione era attesa. Il governo sta lavorando con il massimo impegno per centrare gli obiettivi di bilancio che sono stati accolti positivamente e approvati dalla Commissione europea”.

Con l’abbassamento del rating stabilito da Moody’s, l’Italia dovrà pagare più interessi per i suoi titoli di stato così come le banche italiane che, come hanno già fatto, aumenteranno i costi per prestiti alle imprese, prestiti personali alle famiglie e mutui.

Dopo l'abbassamento di Standard&Poor's prima e di Moody’s, è necessario ora ristabilire la fiducia sui mercati, prima di incorrere in un ulteriore declassamento entro 6-12 mesi. Nonostante la decisione di Moody’s, l’Italia non sembra rischiare concretamente il fallimento ma ci saranno notevoli ripercussioni come l’aumento dei tassi di interesse da pagare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il