BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni: Tfr o fondi dopo manovra finanziaria?

Risparmiare oggi per avere un buona pensione domani: come fare



Il sistema pensioni italiano vive momenti di difficoltà dopo le decisioni dell’ultima manovra finanziaria. Probabilmente fra qualche anno si andrà in pensione a 70 anni, probabilmente si riceveranno somme che non riusciranno a farci mantenere lo stesso tenore di vita del momento lavorativo e ci si chiede, dunque, se non sia conveniente integrare la propia pensione con fondi che assicurano maggiore certezza per il futuro.

Profetica,  società indipendente di consulenza in educazione pianificazione finanziaria, ha fornito qualche consiglio per meglio orientarsi in questa scelta.

Andrea Carbone, partner di Profetica, ha illustrato come entro il 2026 l'età di pensionamento sarà la stessa per entrambi i sessi, una cinquantenne potrà finire di lavorare solo a sessantacinque anni, cioè alla stessa età dei suoi colleghi uomini e, in alcuni casi, la pensione sarà pari a metà dell'ultimo reddito, per cui se questa è la prospettiva la previdenza complementare diventa allora una soluzione obbligata per chi, al momento del pensionamento, vorrà evitare un brusco ridimensionamento del proprio tenore di vita.

I lavoratori dipendenti possono contare sul Tfr (pari al 6,91% della retribuzione lorda), che in pratica è a costo zero, più penalizzati i giovani, che dovrebbero iniziare da subito un accantonamento previdenziale anche con cifre modeste, per pensare al loro futuro. 

Le prospettive non sono certo rosee. Meglio, dunque, ‘mettersi al riparo’ da ora, ricorrendo alla previdenza complementare, che su lunghi orizzonti temporali ottiene risultati positivi anche in situazioni di incertezza finanziaria.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il