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Condono da fare o no in decreto sviluppo: è scontro

Tremonti dice no ma Chicchitto rilancia: è braccio di ferro



Il condono al centro di un nuovo braccio di ferro all’interno della maggioranza. La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha auspicato un secco no al condono, il ministro dell' Economia, Giulio Tremonti ne ha negato ogni ipotesi, perchè “vorrebbe dire frenare sul nascere il progetto di contrasto all' evasione fiscale, sarebbe un togliere forza al nostro vero obiettivo”, mentre il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto ha rilanciato: “L' Italia deve fare le riforme, compresa quella elettorale, deve mettere in moto misure per la crescita e deve abbattere il debito, tutto questo si può fare solo attraverso una misura di finanza straordinaria che può essere una forma di patrimoniale morbida, una riforma delle pensioni, le dismissioni e se questo non bastasse, anche un condono edilizio e fiscale”.

E ha detto ancora: “'Le pregiudiziali pseudo-moralistiche sul condono lasciano il tempo che trovano, perché l’etica vera, in tempo di crisi, non è salvarsi la coscienza ma impegnarsi a salvare il Paese”.

Immediate le reazioni dall’opposizione: contrari al condono il leader dell' Udc Pier Ferdinando Casini, il responsabile Economia del Pd, Stefano Fascina, il leader della Cgil, Susanna Camusso, che propone addirittura di abolire la parola ‘condono’ dal vocabolario.

La questione del condono, contenuta nel decreto sviluppo, è legata alla necessità di nuove risorse e all'ipotesi di operazioni straordinarie per abbattere il debito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il